La Nuova Sardegna

Oristano

Arborea esulta: vittoria per il territorio

di Cristina Diana
Arborea esulta: vittoria per il territorio

Stop al Progetto Eleonora, soddisfatti Comitato del No e il sindaco Pintus . Respinta anche la pretesa risarcitoria dei Moratti

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ARBOREA. Arrivano le prime reazioni da Arborea allo stop imposto al Progetto Eleonora, dopo la decisione del Tar Sardegna, che, ha respinto il ricorso della Saras contro la bocciatura del Savi alla ricerca di idrocarburi per improcedibilità. «Ci sono voluti quattro lunghi anni, ma il Tribunale Amministrativo alla fine ha accolto le ragioni portate dal Comune di Arborea – rappresentato dall’avvocato Mauro Barberio e dalla Regione Sardegna, parte in causa in quanto furono gli stessi uffici del Servizio Sostenibilità Ambientale della Regione, ad archiviare il procedimento per incompatibilità tecnica con il Piano Paesaggistico Regionale. Soprattutto ha confermato quanto questo Comitato e migliaia di sardi sostengono da anni: il Progetto Eleonora è incompatibile con il territorio», scrivono dal Comitato No al Progetto Eleonora. «Ci sembra superfluo ricordare i motivi dell’enorme opposizione al Progetto Eleonora – totalmente incompatibile con la realtà economica, ambientale e sociale di Arborea – progetto mai accolto con favore dalla popolazione. Nonostante tutto la Saras è andata avanti anche dopo la bocciatura del procedimento di Valutazione dell’impatto ambientale, presentando ricordo e chiedendo addirittura un risarcimento – negato dal Tar– di sette milioni di euro». Proprio la richiesta di risarcimento è stata quindi respinta assieme alla contestazione del no dato dal Savi. Le motivazioni del Tar sono fortemente legate alla natura del progetto presentato da Saras: l’incompatibilità con il Piano Paesaggistico è elemento vincolante per la prosecuzione dell’iter procedurale. I giudici amministrativi hanno evidenziato come la fase della procedura esplorativa non si possa considerare slegata dalla fase di produzione. In altri termini, la Saras ha sempre sostenuto che, trattandosi meramente di un pozzo “esplorativo”, non si potessero far ricadere su questo progetto le preoccupazioni derivanti da una successiva fase estrattiva. La sentenza del Tar invece collega in maniera indissolubile le fasi dell’esplorazione e dell’estrazione, smentendo la posizione secondo cui vi sarebbe una totale indipendenza tra le due procedure.

Soddisfazione per il pronunciamento del Tar anche in Municipio: «Siamo molto felici per l’esito del ricorso, condividiamo le motivazioni della sentenza, davvero non potevamo sperare di meglio – commenta il sindaco Manuela Pintus – Noi speriamo che vista questa bocciatura del Tar, assieme al responso del Savi e alla presenza forte del territorio schierato contro, la Saras accetti tutto questo, si rassegni ed eviti di ricorrere al Consiglio di Stato. Non so cosa decideranno di fare, ma la sentenza è molto solida, quindi penso che sarebbe difficile ribaltarla». Anche la comunità condivide questa posizione: «Una sentenza che rende giustizia alla fatica e alla passione che migliaia di sardi hanno messo in questi anni nella difesa della propria terra. Amore e passione che hanno contribuito a creare una nuova coscienza civica che spinge tutti noi a continuare l’impegno quotidiano per la difesa della Sardegna dai tentativi di speculatori – scrivono dal Comitato –. Da parte nostra il più grande ringraziamento va a tutte le donne e gli uomini che mai hanno smesso di lottare e di sostenere questa vertenza. Auguriamoci che il risultato ottenuto possa essere un incoraggiamento per tutti coloro che spendono tempo ed energie per la difesa del territorio, contro le numerose ipotesi di trasformazione della Sardegna e del suo mare in una gigantesca piattaforma estrattiva». Intanto, con uno stringato comunicato, la Saras fa sapere di prendere atto della decisione assunta dal Tar. « Al di là degli aspetti legali che saranno oggetto di valutazione, fin dal principio ci siamo impegnati in un progetto imprenditoriale sviluppato secondo i migliori standard tecnici e di ricerca della compatibilità ambientale, anche in linea con i permessi di ricerca regionali».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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