Un rogo sotto il ponte per difendersi dal freddo
Materassi sono stati dati alle fiamme qualche notte fa in una delle campate Incendio appiccato dai rom che abitano in un tugurio improvvisato
ORISTANO. Le notti d’autunno non sono freddissime ma il termometro scende comunque di parecchi gradi. Ecco perché il problema del riscaldamento viene combattuto in tutti modi possibili, anche incendiando un materasso. I rom che abitano un campo improvvisato sotto il ponte sul Tirso, a pochi metri dalla basilica del Rimedio, hanno provato a scaldarsi dando fuoco a un vecchio giaciglio. Il riscaldamento improvvisato ha però sprigionato una colonna di fumo nero che non poteva passare inosservata agli automobilisti che, venerdì intorno alle 22, percorrevano il ponte diretti verso Donigala e la statale 292.
Per spegnere il rogo sono interventi i vigili del fuoco di Oristano mentre i rom sono rimasti al loro posto, in un accampamento in cui sarebbe complicato anche solo immaginare di vivere.
Ieri mattina il campo era deserto, forse perché i suoi abitanti si erano già spostati verso la città per provare a raggranellare qualche euro all’uscita dei supermercati. Non ci sono notizie certe nemmeno sugli inquilini del tugurio nascosto sotto il ponte. Potrebbero essere due trentenni che hanno trovato riparo in mezzo ai ruderi di una casa cantoniera dopo lo sfratto avvenuto dall’altra parte del fiume, dove era stata demolita una piccola baraccopoli in cui vivevano anche donne e bambini.
Le donne e i bambini adesso non ci sono più. Anche se nel capoluogo è stata segnalata in più punti la presenza di rom con piccoli che chiedono l’elemosina, non sarebbero loro gli inquilini del rifugio dove l’altra notte sono intervenuti i vigili del fuoco.
Gli inquilini sarebbero quindi i due trentenni che, a quanto pare, non avrebbero fatto molta strada e, una volta scavalcato il fiume e superato il bivio per Pardu Nou, avrebbero allestito le nuova casa accumulando ciarpame di ogni tipo, forse proprio per utilizzarlo come combustibile da bruciare quando il freddo inizia a farsi sentire, o magari per spaventare le sgradevoli compagnie animali che, da quelle parti, non mancano i certo.
All’indomani dell’incendio, non c’era più nessuno. Fino a nuovo ordine; o magari fino a quando non sarà necessario trovare di nuovo un rifugio per difendersi dal tempo. E anche quel tugurio andrà bene.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
