Prefettura, i sindaci non sono più soli
Soddisfazione dei primi cittadini, ieri in consiglio regionale, per il voto unanime dell’assemblea e per l’impegno di Pigliaru
ORISTANO. La battaglia politica per evitare la soppressione degli uffici territoriali del governo, per adesso si parla della prefettura, ma a seguire potrebbero esserci anche i comandi delle forze di polizia e di pubblica utilità, come i vigili del fuoco, da locale è diventata regionale. E i sindaci dell’oristanese che ieri sono arrivati in forze a Cagliari per incontrare prima i capigruppo del consiglio regionale e il presidente Ganau e poi per assistere alla seduta del consiglio, segnano un punto a loro favore.
«La battaglia adesso prosegue a Roma, dove speriamo che così come ha fatto il consiglio regionale, le istituzioni sappiano ascoltare le istanze dei territori. Adesso la eventuale soppressione della Prefettura non è più un problema solo di noi sindaci ma è diventato, come è gusto che sia, un tema urgente di politica regionale, che deve essere affrontato dalla Regione nel confronto col governo». È soddisfatto il primo cittadino di Oristano, Guido Tendas, dall’esito del dibattito dell’aula di via Roma. Il voto unanime su un documento unitario, con in testa le firme dei consiglieri regionali Solinas del Pd e Cherchi di Forza Italia, rafforza chi punta a far fare una totale retromarcia all’esecutivo. «Lo ripetiamo senza sosta – continua Tendas – a noi interessano i servizi, non i simboli, e su quelli non faremo un passo indietro».
I sindaci che ieri hanno partecipato con soddisfazione finale alla seduta del consiglio non vogliono passare per ostici difensori della burocrazia statale. «Nei nostri bilanci sono ben visibili le ferite causate dal patto di stabilità, dai tagli ai servizi essenziali, e dall’estenzione della quota di compartecipazione del fondo nazionale della spesa pubblica. Adesso aggiungere danno alla beffa è troppo».
Sindaci, assessori delegati ma anche sindacalisti e rappresentanti dei lavoratori coinvolti nella riorganizzazione degli uffici. Oltre a Cgil, Cisl e Uil presenti anche esponenti di Siulp e Sap, due sindacati delle forze di polizia. Sullo sfondo vi è infatti il pericolo che a una riduzione della titolarità della prefettura si sommi la soppressione delle figure apicali di polizia, carabinieri, finanza e vigili del fuoco, con ricadute operative al momento non misurabili. A Oristano sono 62 lavoratori impiegati, che come ha ricordato Cgil, Cisl e Uil, «non si sa che fine faranno, visto che il governo non ha ancora dato indicazioni precise. Il sottosegretario all’Interno Bocci da noi incontrato la scorsa settimana – ha ammesso Fabrizio Spinetti della segreteria funzione pubblica della Cgil – non ha detto nulla nè per garantire i servizi ai cittadini nè per i posti di lavoro; l’unico dato certo è che l’assorbimento verso le altre prefetture (nel caso sardo da Oristano a Nuoro, ndr) non sarà automatico». «E voglio vedere come si svolgeranno attività di coordinamento delicate come quelle di Protezione civile», ha continuato Tendas, soddisfatto della presenza di tutta la giunta regionale in aula. «Adesso non è un problema solo nostro». Prossimo appuntamento il 15 ottobre per l’incontro che la deputata del Pd Pes avrà al Viminale con i ministri Alfano e Madia. Potrebbe essere quella l’occasione di un chiarimento, che i sindaci vorrebbero definitivo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
