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Torna Slow Food per valorizzare i prodotti di qualità

ORISTANO. Si chiama Slow Food Terre Oristanesi, la ricostituita condotta Slow Food della provincia, e abbraccia le cinque Regioni storiche (Campidano di Oristano, Montiferru-Planargia, Guilcer-Bariga...

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ORISTANO. Si chiama Slow Food Terre Oristanesi, la ricostituita condotta Slow Food della provincia, e abbraccia le cinque Regioni storiche (Campidano di Oristano, Montiferru-Planargia, Guilcer-Barigadu, Marmilla-Sarcidano e il Campidano di Terralba) all’interno delle quali ricadono 88 paesi e una popolazione che supera i 160 mila abitanti. Al vertice è stato designato, in qualità di fiduciario, Pietro Paolo Arca, con trascorsi nell’agenzia Regionale Laore, dove ha ricoperto incarichi di responsabilità, con un vasta esperienza nel settore agricolo. Nel presentare il programma che vedrà impegnata la Condotta per i prossimi anni, Arca ha sottolineato l’importanza rivestita dall’agricoltura nel territorio. «Le aziende agricole della nostra Provincia – ha detto – sono per lo più di piccole dimensioni, a conduzione familiare. Ma comprendono settori, come quello vitivinicolo, olivicolo, della coltivazione del riso, del frumento, dei legumi, del carciofo, degli agrumi e dell’ortofrutta, che sono fonte di sviluppo economico per il territorio. Ma anche il comparto zootecnico riveste grande importanza sia per la produzione lattiero casearia, che della carne per la presenza di due importanti presidi nel Montiferru: Bue Rosso e Casizolu”. I prossimi quattro anni saranno utilizzati per sviluppare un programma che comprende diversi obiettivi, da raggiungere attraverso: eventi da attivare, organizzazione di una struttura di valutazione delle risorse umane e finanziarie, le modalità e i tempi di attuazione. La Condotta oristanese, in sintesi, si propone di promuovere e valorizzare i prodotti del territorio, come quelli dell’ortofrutta, il presidio del Bue Rosso e del Casizolu; di attivare altri presidi comprendenti: Vernaccia di Oristano, Malvasia di Bosa e Semidano di Mogoro. Ma si propone anche di individuare i produttori del territorio sensibili alla filosofia Slow Food, creando un canale di comunicazione con i soci, potenziali consumatori di prodotti di filiera corta. Altro obiettivo è quello di sviluppare una rete locale di Terra Madre, con la creazione di un progetto “ad hoc” denominato “Oristano: Un territorio buono, pulito e giusto”.

Piero Marongiu

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