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Oristano

«Cattedrale nel deserto»

«Cattedrale nel deserto»

Mercato ortofrutticolo: Dedoni (Riformatori) critica la giunta comunale

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ORISTANO. Aperto da due anni e mezzo e già in stato di abbandono: sembra essere questo il destino del nuovo mercato ortofrutticolo all’ingrosso di Oristano, per il quale il capogruppo dei Riformatori Sardi – Liberaldemocratici in Consiglio regionale, Attilio Dedoni, lancia un appello all’amministrazione comunale, affinchè intervenga con un impegno finanziario e logistico di ridotte dimensioni rispetto all’importanza strategica dell’opera.

«Basterebbe poco per mettere il mercato nelle condizioni di funzionare al meglio e dare così una risposta alle esigenze delle aziende agricole e dei commercianti della zona, che trarrebbero da un mercato più funzionale ed efficente stimoli e vantaggi evidenti nel loro lavoro quotidiano», spiega Dedoni.

«Una volta terminata la realizzazione della struttura, il Comune ha praticamente smesso di occuparsene», denuncia il capogruppo.

«Oggi, il mercato è una cattedrale nel deserto: non adeguatamente segnalato, è nascosto alla vista, per chi percorre la strada provinciale 57 in direzione Fenosu, da una collinetta che probabilmente dovrebbe essere oggetto di indagini per valutare la necessità di una bonifica ambientale. Inoltre, per poter accedere alla struttura dalla provinciale, si è costretti a commettere un’infrazione al Codice della Strada. E’ triste doverlo ammettere ma, allo stato attuale – commenta il consigliere regionale di opposizione alla giunta Pigliaru – persino il vecchio mercato di via Marconi è più funzionale di quello nuovo».

«A fronte dei cinque milioni di euro spesi per realizzare la struttura in località Pedralada, creare le condizioni affinché questa possa assolvere al meglio al suo compito sarebbe, per il Comune di Oristano, un investimento assai limitato che però potrebbe arrecare grandi benefici ad un territorio dalla spiccata vocazione agricola, i cui commercianti preferiscono acquistare frutta e verdura in mercati molto più distanti ma meglio attrezzati e più facili da raggiungere», ammette Dedoni.

La conclusione del consigliere dei Riformatori è amara. «D’altra parte, è ormai assodato che le Istituzioni, non solo quelle locali, non credono nelle possibilità di sviluppo economico della città di Oristano, come dimostrano le ben note vicende legate all’aeroporto. Eppure, la sua collocazione, al centro dei principali assi di collegamento tra il Nord e il Sud dell’Isola, e la presenza del porto commerciale fanno di Oristano uno snodo naturale per il traffico merci. Sfruttare al meglio tali caratteristiche permetterebbe di trovare un facile sbocco anche per il comparto agrozootecnico e agroalimentare, con ripercussioni positive sull’economia dell’intera Sardegna centrale».

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