Due chilometri di alberi nel regno del jogging
ORISTANO. Il prolungamento di viale Repubblica diventa un viale a tutti gli effetti. Con un lavoro da duecentomila euro, di cui una parte destinati ai giardini pubblici di via Solferino, la strada...
ORISTANO. Il prolungamento di viale Repubblica diventa un viale a tutti gli effetti. Con un lavoro da duecentomila euro, di cui una parte destinati ai giardini pubblici di via Solferino, la strada che porta al ponte di Brabau cambia volto e diventa un bel biglietto da visita per chi fa il suo ingresso in città. Una lunga fila di tigli separerà la carreggiata stradale dalla lunga pista pedonale e ciclabile che costeggia i campi sportivi sino ad arrivare al cavalcavia. Questo farà piacere ai tanti amanti della camminata o dello jogging che da tempo hanno eletto la zona di viale Repubblica quale loro meta quotidiana. Magari qualche automobilista sarà meno entusiasta perché non avrà più occasione di distrarsi con le belle visioni di atlete e atleti che spesso vi si allenano, però che servisse un intervento era più che palese.
Sinora solo la primissima parte del prolungamento era stata abbellita una decina d’anni fa con delle essenze mediterranee. Tutto il resto, nonostante ci fossero le aiuole era rimasto incolto se non per l’intervento di qualche privato.
Ora, sulla base di un progetto del Servizio Ambiente e Verde pubblico dell’assessorato ala Verde pubblico e al Decoro Urbano, quasi due chilometri del viale cambieranno in meglio il loro volto. «I lavori che prevedono la costruzione di un pozzo e delle vasche di accumulo e la predisposizione del sistema di irrigazione sono quasi arrivati alla conclusione – spiega l’assessore Efisio Sanna – e riguarderanno anche gli arredi urbani della zona del prolungamento di viale Repubblica. Con lo stesso finanziamento di progetti immediatamente cantierabili, stiamo intervenendo anche sul parco pubblico di via Solferino. Sono due aree importanti per la città e quella di Sa Rodia è diventata ormai una delle più frequentate, oltre che essere la porta d’ingresso della città».
Enrico Carta
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