Bosa, cura d’urto per ridare decoro a Sa Costa: case fatiscenti all’asta
La bozza di regolamento prevede anche l’esproprio. Ora bisognerà analizzarne la fattibilità con un parere legale
BOSA. Novità in arrivo nella battaglia per la valorizzazione del rione medievale di Sa Costa. La maggioranza ha presentato una bozza di regolamento che intende dare una svolta netta rispetto all’impossibilità di concreti interventi a salvaguardia della sicurezza e per la riqualificazione del quartiere sul colle di Serravalle. Strumento sulla cui utilità tutti convergono in consiglio comunale, quello sulle “Procedure di riqualificazione di immobili abbandonati e fatiscenti inseriti nel centro storico con procedura di pubblica utilità ed urgenza”.
Una bozza di 10 articoli, il risultato, per dare una risposta istituzionale forte. Partendo dall’autorizzazione all’Ufficio tecnico per un censimento delle abitazioni fatiscenti, seguito dalla predisposizione di un progetto di riqualificazione generale, con schede analitiche per ogni immobile su cui intervenire. Una volta certificato lo stato di abbandono, ed il mancato intervento dei proprietari, si passerebbe quindi al declassamento a “rudere”, alla modificazione della destinazione d’uso ed alla stima del valore ai fini espropriativi del bene abbandonato o pericoloso.
[[atex:gelocal:la-nuova-sardegna:oristano:cronaca:1.12183539:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovasardegna.it/oristano/cronaca/2015/09/30/news/i-tesori-di-bosa-riscuotono-consensi-sui-siti-piu-cliccati-1.12183539]]
Con “la stima dei costi per la messa in sicurezza immediata da realizzarsi entro 6 mesi, e per la ristrutturazione totale dell’edificio da realizzarsi complessivamente entro 4 anni” i tempi previsti. Il tutto non prima di aver notificato l’avvio delle procedure di esproprio agli inadempienti ed emesso l’avviso pubblico di vendita all’asta dell’immobile. “Qualora per un immobile fatiscente non pervenga nessuna richiesta le procedure di esproprio saranno sospese” una delle dibattute questioni in consiglio. Al pari di quella che prevede che l’immobile acquisito e ristrutturato “Non potrà essere venduto per cinque anni”.
Ma il regolamento pone una serie di questioni da approfondire ulteriormente prima di un eventuale definitivo via libera. Ma che dovrà ancora passare il vaglio della commissione comunale competente, previa consulenza con un legale esperto, prima di tornare in aula a novembre. Marce forzate, considerato che lo strumento «Servirà per dare risposta alle continue segnalazioni dei residenti» spiega il sindaco Luigi Mastino.
Le case abbandonate, sottolinea Mastino «che si trasformano col tempo in ruderi, a volte pericolanti » terreno fertile per topi, piccioni ed altri animali infestanti. Sul fronte giuridico, l’assetto proprietario spesso frammentato e il fatto che alcune case sono talmente piccole che il pesante investimento per il recupero non è vantaggioso, pongono altre incognite. «Il comune di Ossi è intervenuto sul proprio centro matrice con un regolamento. A cui ci siamo ispirati adattandolo alle esigenze di Bosa» spiega il capogruppo Pd in consiglio Salvatore Angotzi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
