Il ritorno a Is Aruttas dell'ultimo carico di sabbia rubata dai turisti
Cabras, gli addetti alla sicurezza dell’aeroporto di Elmas riconsegnano alla spiaggia il «bottino» recuperato di recente
ORISTANO. L’estate è lontana e anche i paladini della sabbia della Sardegna sono pronti a staccare la spina. Almeno per quest’anno. Gli addetti alla sicurezza dell’aeroporto di Elmas che hanno controllato il bagaglio a mano dei vacanzieri arrivati in Sardegna hanno riconsegnato al mare l’ultimo “carico” requisito. Infatti, tra bikini, shorts e bermuda, molti turisti mettono in valigia anche la sabbia delle spiagge delle vacanze, un souvenir a basso costo ma ad altissimo impatto ambientale.
A Elmas, nel corso dell’ultima estate, sono stati requisiti quintali di sabbia, nonostante il divieto di asporto copra più o meno tutte le spiagge più frequentate. Tra le più rubate c’è quella di Is Aruttas, un cimelio molto gradito che dovrebbe costare caro a chiunque ne porti via anche solo un pungo. I divieti sono severi e le multe salate. Tuttavia, molti turisti sfuggono alle maglie dei controlli, in verità piuttosto larghe, e si presentano all’aeroporto con bottigliette piene di sabbia di quarzo senza nemmeno essere venuti a conoscenza dei divieti.
Oggi si conclude l'operazione "ripristino spiagge 2015", questo è l'ultimo carico di conchiglie rilasciate in mare...
Posted by Sardegna Rubata e Depredata on Martedì 20 ottobre 2015
Il post con cui «Sardegna rubata e depredata» ha chiuso l'attività 2015
Per fortuna, spesso le bottiglie vengono sequestrate perché considerate “corpi contundenti” che, per questioni di sicurezza, non possono varcare la soglia della carlinga. Un escamotage che permette di salvare la sabbia che, come successo ieri per cinque scatoloni di conchiglie, viene poi riportata in spiaggia dagli stessi addetti dell’aeroporto. «Ci piacerebbe comunicarvi che chiudiamo i battenti perché la battaglia è vinta. Purtroppo, invece, siamo sicuri che dal maggio dell'anno prossimo saremo ancora in prima linea per documentare con foto e resoconti un'emorragia senza fine che sembra non importare a nessuno», hanno comunicato i controllori dalla pagina Facebook “Sardegna rubata e depredata”, da cui per tutta l’estate hanno diffuso immagini e racconti di un lavoro svolto in assoluta autonomia utilizzando anche il tempo libero.
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Nella speranza che dall’anno prossimo il lavoro dei volontari venga affiancato da una nuova e più efficiente strategia di difesa di uno dei patrimoni ambientali dell’Isola.
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