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elenchi di nomi on line

Dopo la sanzione del Garante rischio salasso per il Comune

Dopo la sanzione del Garante rischio salasso per il Comune

ORISTANO. Chi pagherà i 20mila euro di sanzione che il Garante per la privacy ha comminato al Comune di Oristano per la pubblicazione on line dei nominativi dei cittadini che non erano in regola con...

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ORISTANO. Chi pagherà i 20mila euro di sanzione che il Garante per la privacy ha comminato al Comune di Oristano per la pubblicazione on line dei nominativi dei cittadini che non erano in regola con il pagamento delle multe? Lo chiedono, in una Interpellanza, i consiglieri comunali dell’Udc. Il provvedimento del Garante, rischia però di essere solo una parte di un problema ben più vasto per l’amministrazione. Qualche cittadino ha cominciato a chiedere i danni e si è rivolto al giudice per quella pubblicazione avvenuta nell’estate dello scorso anno.

La cifra di 20mila euro rischia di essere anche modesta se l’idea della ric hiesta di risarcimento si diffonderà tra tutti coloro che videro il proprio nome finire sul sito web del Comune, additati come “morosi”.

Il pronunciamento del Garante della privacy dovrebbe rafforzare, infatti, la posizione di chi ha chiesto i danni al Comune.

La vicenda oggetto del pronunciamento del garante risale al luglio del 2014: il Comune pubblicò sul proprio Albo pretorio online la determinazione n. 2195 del dirigente del Settore vigilanza contenente l’elenco delle persone che non avevano pagato le contravvenzioni del codice della strada. A dicembre il Garante per la protezione dei dati personali contestò all’amministrazione Comunale la pubblicazione della lista di nomi all'Albo pretorio online.

Nell’interpellanza i consiglieri chiedono di sapere se l’amministrazione «intenda procedere, per il pagamento, rivalendosi sul responsabile, e per sapere «quali risorse finanziarie e quali capitoli di spesa saranno utilizzati per il pagamento». I consiglieri dell’Udc ricordano poi che ci fu un’altra pubblicazione contestata, relativa ai cittadini non in regola con la tassa smaltimento rifiuti del 2014. Segnalata anche una presunta violazione «in materia di protezione dei dati personali di alcuni famigliari degli attuali amministratori».

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