Accoltellò una compagna, assolto perché immaturo
Nel giugno del 2014 ferì all’addome la ragazzina all’ingresso di scuola L’aggressione per un amore non corrisposto avvenne all’istituto Othoca
ORISTANO. Il processo si risolve con una parola: immaturo. Di fronte all’esito della perizia sul ragazzo che, sul finire delle lezioni del 2014, accoltellò una compagna di scuola all’ingresso dell’Istituto Othoca per un amore non ricambiato, non può che arrivare l’assoluzione. Resta, per il giovane di un paese del Nuorese che frequentava la scuola superiore oristanese, ancora un mese da passare in una comunità per minorenni prima di riacquistare la vera libertà, persa in una mattina di giugno del 2014, quando compì quell’assurdo gesto che rischiò di distruggere due vite in un momento solo.
La campanella d’ingresso a scuola stava per suonare, quando il ragazzo si avventò contro la compagna sedicenne di un paese dell’Oristanese della quale era innamorato da tempo, senza però ottenere in cambio quell’amore che sognava. Prima aveva tentato in tutti i modi – frasi, sms telefonici non sempre garbati, persino insulti – di attirarne l’attenzione, ma arrivavano solo rifiuti e così in quella mattina del giugno di due anni fa, accadde qualcosa di imprevedibile. A scuola, il ragazzo ci arrivò col coltello a serramanico in tasca e le parole rivolte alla compagna servivano solo per richiamarne l’attenzione senza però darle il tempo di capire che stava andando incontro a qualcosa di inimmaginabile.
Partì qualche fendente che la colpì all’addome, ma fortunatamente non in maniera troppo grave. Ci fu bisogno di un intervento chirurgico, ma gli organi vitali non erano stati compromessi dalle coltellate e così dopo qualche giorno, la ragazza lasciò l’ospedale portando via con sé anche i segni di un’assurda mattinata diversa da tutte le altre trascorse a scuola.
Il suo compagno intanto aveva provato a prendere il treno che l’avrebbe riportato a casa, dopo essere sfuggito alla presa di un professore e all’inseguimento di qualche altro studente. Ma alla stazione arrivò anche la polizia che immediatamente l’arrestò. Da quel momento è entrato in una comunità per minorenni e poi ha affrontato il processo per tentato omicidio, che si è messo nella direzione che ha portato all’assoluzione quando ieri mattina la dottoressa Mascia, chiamata dal giudice ad esaminare la psiche del ragazzo, ha chiarito che questi era immaturo nel momento in cui aveva compiuto l’aggressione. L’esito di questa perizia ricalca quello del dottor Mastronardi, perito nominato dall’avvocato difensore Gianfranco Siuni che tutelava il giovane imputato.
La carta giocata dalla difesa ha dato i suoi frutti dopo che il giudice, la dottoressa Capone, aveva chiesto chiarimenti ulteriori al perito. Una volta approfondito l’esame sul ragazzo, l’esperto ha confermato la sua prima diagnosi ribadendo che il giovane era da considerarsi immaturo ovvero non capace di valutare la gravità del gesto che stava compiendo e le conseguenze a cui avrebbe potuto portare. A quel punto, nonostante l’assoluzione fosse automatica, il pubblico ministero, la dottoressa Manganiello, ha voluto ugualmente discutere il processo. Ha chiesto l’assoluzione, ma si è scontrata con l’avvocato difensore proprio sul capo d’imputazione, che quest’ultimo non riteneva corretto perché le coltellate non potevano essere mortali e quindi solo l’accusa di lesioni poteva stare in piedi.
Cambia poco, perché il processo si chiude, mentre il recupero del ragazzo ora continua. Un altro mese in comunità farà da preludio a un nuovo esame di un esperto che dovrà dire se fra trenta giorni è ancora un indivuduo “pericoloso” per la società oppure se avrà completato il suo cammino di maturazione.
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