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Oristano

Protezione civile, un piano approvato tra le polemiche

Protezione civile, un piano approvato tra le polemiche

Opposizione non partecipa al voto: «Solo un adempimento» Tendas: «Fatto grave: si discuteva un atto fondamentale»

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ORISTANO. Anche il Piano di protezione civile per il rischio idrogeologico diventa occasione di divisione e polemica all’interno del consiglio comunale. L’assemblea ha votato e approvato il Piano con 15 voti, quelli della maggioranza, mentre i consiglieri d’opposizione hanno abbandonato l’aula.

«Mi preoccupa il piano predisposto relativamente alla sua operatività - dice Andrea Lutzu del Pdl -. È immediatamente esecutivo, ma in realtà cosa risolve? Non ha una copertura finanzaria, non prevede la realizzazione di un centro di coordinamento dotato di strumentazione e apparecchi di comunicazione, non dota il Comune di un parco macchine adeguato. Certo, seguiranno altri atti, ma per ora non mi sembra una buona cosa. Non esistono strumenti di recepimento del piano regionale. Insomma: un adempimento, ma cosa sta dando in più? Mi sembra nulla».

Ma l’uscita dall’aula dell’opposizione non è legata solo a aspetti tecnici: «C’è l’atteggiamento del sindaco e di altri che non aiuta».

Il sindaco Guido Tendas ha attaccato i consiglieri d’opposizione per questa decisione: «L'assenza della minoranza, che per l'ennesima volta abbandona il consiglio comunale, è un fatto grave. Il Piano di protezione civile è uno strumento fondamentale per la sicurezza della popolazione e non può nascere senza il contributo di tutti i rappresentanti eletti dai cittadini in quest'aula».

Il documento è stato presentato in aula dall'Assessore ai Lavori pubblici Efisio Sanna che ha spiegato i compiti demandati al Comune in caso di situazioni di emergenza.

«Il Piano di assetto idrogeologico inserisce Oristano tra i territori soggetti a rischio idraulico per la presenza di fiumi, corsi d'acqua e sbarramenti artificiali - ha spiegato l’assessore Efisio Sanna -. Gli eventi critici che ipoteticamente potrebbero verificarsi riguardano essenzialmente il cedimento degli sbarramenti artificiali, la tracimazione degli argini e l'esondazione dei corsi d'acqua per eventi piovosi eccezionali. Il piano di protezione civile costituisce un vademecum pratico di comportamento da utilizzare in caso di eventi di emergenza. Classifica il rischio, individua gli elementi di vulnerabilità, stabilisce i luoghi di attesa e accoglienza delle popolazioni e quelli riservati alla logistica dei soccorritori e al Centro operativo comunale. Il piano contiene anche una parte dedicata alla prevenzione dei rischi e previsione degli eventi».

Sanna ha evidenziato come il piano comunale si inserisca nel quadro più ampio dei sistemi di protezione civile regionale, individuando i livelli di rischio ai quali sono collegati gli avvisi di allerta e le conseguenti misure da attuare: «Le aree più soggette a rischio sono quelle della golena del Tirso, lungo gli argini del fiume - ha precisato -. Il piano stralcio delle fasce fluviali, rispetto al PAI, individua una zona più ampia rispetto alla golena, individuando anche parte di Massama, Nuraxinieddu, Rimedio e la zona nord della pineta di Torregrande».

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