Segnali contrastanti sul futuro della questura

Arriva un nuovo vicequestore e al momento sembra una buona notizia Ma potrebbe preludere a un ufficio retto da un vicario e non da un titolare

ORISTANO. Arriva un nuovo vicequestore: Michele Abenante, uomo con esperienza composita, cresciuta tra criminalità organizzata calabrese e tensioni sociali all’Ilva di Taranto, affiancherà il questore Francesco Di Ruberto.

Un fatto che stride con l’immagine di una questura in odore di smobilitazione come quella oristanese. Tanto che proprio il questore Di Ruberto ieri mattina, nel presentare quello che lui stesso ha definito il suo alter ego, ha detto che, per ora, non si chiude: «Non accadrà domani, ma ci saranno quantomeno i tempi che consentiranno una riflessione sulle conseguenze di una prospettiva come questa sul sistema della sicurezza».

L’arrivo di Michele Abenante può però essere letta anche in un altro modo e nel giro di poco tempo si capirà se questa seconda interpretazione è corretta: Di Ruberto ha ricordato di essere a fine mandato. A dicembre terminerà il biennio di permanenza a Oristano e potrebbe essere destinato a altra sede.

Arriverà un sostituto o la questura verrà retta dal vicequestore vicario appena nominato, sull’esempio di ciò che è già avvenuto per la Prefettura? A inizio dell’anno prossimo la situazione dovrebbe essere più chiara.

Di sicuro, in un periodo di apparente ridimensionamento, a Oristano viene coperto un ruolo che era vacante da tempo. Michele Abenante, calabrese di 47 anni, ha percorso una carriera in polizia ricoprendo incarichi di responsabilità in settori molto diversi tra loro. Arriva a Oristano con un’esperienza completa. Ha cominciato la sua carriera e Rossano Calabro in provincia di Cosenza, è passato poi a dirigere proprio a Cosenza il Reparto prevenzione crimine e quindi la Squadra mobile.

Da qui il trasferimento alla questura di Lecce dove ha diretto ugualmente la Squadra mobile. Diventato primo dirigente, Abenante ha prestato servizio alla questura di Potenza e poi a quella di Taranto dove da capo di gabinetto ha dovuto gestire la delicata vicenda dello sciopero all’Ilva, durato 42 giorni.

Da capo della Squadra mobile di Lecce ha condotto, invece, una importante indagine internazionale che ha interessato anche la Turchia e portato alla arresto di 35 persone per immigrazione clandestina. Un’altra indagine che ha avuto per protagonista il nuovo vice questore vicario di Oristano ha interessato il settore del fotovoltaico e una delle maggiori aziende mondiali del settore: proprio in questi giorni la vicenda arriverà in un’aula giudiziaria con 20 indagati e 600 parti civili.

Infine, nella carriera del vice questore vicario figurano numerose indagini contro la criminalità organizzata in Calabria: ’ndrangheta e sacra corona unita.

«Sono a disposizione del questore - ha detto Abenante - e spero di dare un contributo a questo territorio». (r.pe.)

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