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Oristano

La solidarietà dopo l’attentato al sindaco

La solidarietà dopo l’attentato al sindaco

Cuglieri, Andrea Loche incassa gli attestati dei concittadini e degli altri amministratori

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CUGLIERI. L’atto intimidatorio subito dal sindaco Andrea Loche qualche giorno fa e la presenza di 24 migranti in un agriturismo di Santa Caterina di Pittinuri, continuano a tenere banco in paese. Quel caterpillar dato alle fiamme in un terreno di Orachelis, una località a una decina di chilometri del paese, ha suscitato l’indignazione di gran parte dei cittadini cuglieritani. «Voglio ringraziare tutte le persone, e sono state davvero tantissime, che subito dopo il fatto mi hanno espresso la loro solidarietà – ha detto Loche –. Un gesto che non riesco a spiegarmi in alcun modo, perché nulla lo lasciava presagire». E sono stati davvero in tanti a far sentire la propria solidarietà al sindaco, a cominciare dai componenti della sua maggioranza. «Condanniamo senza appello il gesto, vile e assurdo, compiuto a danno del sindaco – aveva detto l’assessore all’Agricoltura Antonio Inzis, subito dopo che si era diffusa la notizia dell’atto intimidatorio –. L’autore, o gli autori, sappia che quei metodi non appartengono alla nostra cultura e a Cuglieri non attecchiranno». Al sindaco anche la solidarietà di Pier Franco Casula, attualmente coordinatore per la provincia di Oristano del partito “Italia Unica” e attuale consigliere comunale a Bosa, di cui è stato sindaco: «Esprimo la totale solidarietà ad Andrea Loche per il meschino attentato di cui è stato vittima. I Comuni sono allo stremo e i cittadini che si mettono a disposizione per amministrarli dovrebbero essere messi nelle condizioni di poterlo fare nella massima tranquillità e sicurezza. Come Gruppo “Per Bosa” proporremo in Consiglio comunale un atto di solidarietà verso il sindaco Andrea Loche e la comunità di Cuglieri».

Sull’autore dell’attentato Loche potrebbe essersi fatto un’idea, ma si guarda bene da dirla. Sono in molti in paese a ritenere che possa essere stato qualcuno del luogo. I carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Ghilarza, guidati dal luogotenente Antioco Cappai, che lunedì scorso hanno effettuato un altro sopralluogo a Orachelis e sentito nuovamente il sindaco, non scartano nessuna pista, nemmeno la matrice razzista, né quella di un dispetto verso l’imprenditore agricolo Andrea Loche. I 24 migranti presenti nell’agriturismo di Santa Caterina di Pittinuri, tutti provenienti da Senegal e Bangladesh, trascorrono le loro giornate perlopiù all’interno della struttura. Escono soltanto per fare qualche acquisto e rientrano subito. «Noi qui bene – dicono –, Sardegna bella». Dell’attentato al sindaco, dicono di non sapere nulla. Alla domanda rispondono che non capiscono l’italiano. «Noi qui, bene – ribadiscono».

Piero Marongiu

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