La scommessa vinta dei vini novelli si chiama qualità
Un successo la kermesse sulla prima produzione dell’anno Il prodotto è migliorato e incontra un ritrovato gradimento
MILIS. Quando è nata, 28 anni fa, pochi avrebbero scommesso sulla longevità della rassegna dei vini novelli sardi. Invece, la scommessa di Beniamino Bagnolo, Ezio Collu e Filippo Deidda, si è rivelata vincente. Nel 1988 le cantine partecipanti erano quattro, diventate 22 negli anni duemila, dieci nel 2015: quelle storiche, che nel novello hanno continuato a credere, che adesso cominciano a raccogliere i frutti della loro lungimiranza.
Tra sabato e domenica il paese è stato letteralmente invaso da migliaia di visitatori provenienti da tutta l’isola, a bordo di autobus e autovetture private (la stima approssimativa per difetto dice che si sono abbondantemente superate le quindicimila presenze). Molti anche i turisti stranieri e della penisola, che si sono riversati negli stand dove veniva offerto il novello 2015. Sono state stappate circa cinquemila bottiglie, un numero appena sufficiente per soddisfare tutte le richieste.
«Anche se si tratta di un vino giovane – dice Stefano, sassarese di Latte Dolce – il novello possiede tutte le caratteristiche di un buon vino: profumi, spessore, struttura e sapore, sono ottimi». Il novello piace, e non soltanto ai giovani come molti pensano. «C’è una chiara inversione di tendenza dei produttori, e si nota – aggiunge –. La qualità è nettamente migliorata rispetto a qualche anno fa».
Un contributo importante in tal senso è arrivato proprio dal mercato, che ha selezionato i migliori e scartato quelli dozzinali. Oggi a produrlo sono le cantine storiche, quelle che si servono dell’ausilio di enologi preparati, capaci di confezionare un vino di buona qualità, la cui struttura equilibrata lo rende nuovamente gradevole al gusto dei consumatori, che dopo averlo riscoperto hanno ricominciato ad acquistarlo.
«Per i Novelli – ha detto Roberto Dessanti, presidente dell’Associazione Italiana Sommelier per la Sardegna – Milis resta il punto di riferimento». Ci credono sommelier ed enologi, gli chef lo apprezzano e le cantine che hanno investito in questo vino si prendono la rivincita nei confronti dei detrattori.
Tutto bene, quindi? «Diciamo che i segnali di ripresa ci sono tutti – affermano gli organizzatori, Pro loco e Comune su tutti –. Ma adesso non bisogna abbassare la guardia e continuare a lavorare sulla qualità, elemento fondamentale perché il novello riconquisti quella fetta di mercato che per molti anni l’ha ignorato».
Milis ha aperto i suoi salotti buoni e presentato alle migliaia di visitatori le sue bellezze. Tutto perfetto, con qualche piccola polemica, che c’era già stata anche lo scorso relativa alla quota d’ingresso nel paese, quest’anno fissata in tre euro. Ma per gustare il novello 2015, magari abbinandolo con un dolce prodotto da Enrico (noto Caramella) o con le ottime caldarroste cosa sono poi tre euro?
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