La Nuova Sardegna

Oristano

Da corso Umberto a via Antonio Gramsci

di Maria Antonietta Cossu
Da corso Umberto a via Antonio Gramsci

Ghilarza, fa discutere la proposta di un comitato di intitolare la via principale al grande pensatore

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GHILARZA. L’importanza di chiamarsi Antonio basterà a cambiare la toponomastica? Dopo quasi quarant’anni rispunta l’ idea di intitolare corso Umberto al cittadino più illustre di Ghilarza, tale Gramsci. A rilanciare il sogno delle vecchie amministrazioni di sinistra è il Comitato Antonio Gramsci, che si è costituito nel 2015 con l’ intenzione di favorire a Ghilarza e nel territorio il risveglio dell’interesse per una personalità di caratura internazionale, universalmente riconosciuta per l’importanza della sua eredità politica e culturale. «È scandaloso il fatto che qui Gramsci sia quasi sconosciuto quando lui in più occasioni dimostrò l’attaccamento a Ghilarza riconoscendo in essa il “suo” paese», commenta il portavoce del comitato spontaneo, Franco Atzori, ex vicesegretario del Psd’Az locale. «La sensazione – prosegue – è che ci sia una sorta di non appropriazione di Gramsci da parte della comunità locale, forse perché, in modo riduttivo, lo si identifica solo nel fondatore del Partito comunista». Ma attribuire una connotazione politica alla proposta di cambiare l’intestazione del corso in onore dell’intellettuale sardo è esattamente ciò che i promotori vorrebbero evitare. «È patrimonio della collettività e questo è un modo per ricordarlo in maniera seria – spiega il referente del comitato –. Il nome di Gramsci è confinato in una piazzetta angusta mentre noi riteniamo giusto dare il suo nome alla via più importante». A parte le opposizioni di natura ideologica, le resistenze potrebbero scaturire dai problemi di ordine pratico che in teoria comporterebbe una modifica della toponomastica, e cioè il cambio di domicilio di residenti, titolari e gestori delle numerose attività commerciali e artigianali. Difficoltà facilmente superabili secondo Franco Atzori. «È sufficiente che il Comune comunichi alle Poste il cambio di intestazione e automaticamente la corrispondenza arriverebbe a destinazione». L’iniziativa non mancherà di dare la stura a un vivace dibattito. Una riflessione che tuttavia nasce da una necessità più impellente: riappropriarsi del pensiero gramsciano. «È dalla “sua” Ghilarza che deve partire una nuova fase di “appropriazione”», rimarca Atzori. Dall’amministrazione comunale nessuna preclusione ma l’atteggiamento è prudente: «Preferisco parlare di approfondimento – ha premesso il sindaco Alessandro Defrassu –. Prima è necessario costruire un percorso con i cittadini. Cambiare l’intitolazione della strada influisce sull’identità e sulla cultura del paese. Per preparare la gente al cambiamento c’è quindi bisogno di una condivisione».

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