La Nuova Sardegna

Oristano

Integrazioni al progetto della Ivi

di Roberto Petretto
Integrazioni al progetto della Ivi

Il piano per il raddoppio del deposito costiero di idrocarburi va avanti: ripartono i termini per le osservazioni

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ORISTANO. Il progetto va avanti. A dispetto delle operazioni di aziende concorrenti (che godono anche di importanti collaborazioni internazionali) e a dispetto del rinnovato interesse della Regione per un gasdotto che alimenti l’isola col metano. Il settore dell’energia rimane comunque al centro dell’attenzione di tante imprese e la Ivi, che prima di altri si è insediata in questo territorio sviluppando competenze e professionalità nel campo degli idrocarburi, da tempo ha presentato un progetto che dovrebbe raddoppiare la capacità del proprio deposito costiero, situato nel porto industriale.

Nei giorni scorsi la società ha compiuto un passo in avanti presentando al ministero dell’Ambiente della “documentazione integrativa volontaria nell’ambito della procedura di impatto ambientale del progetto di ampliamento del deposito di Santa Giusta”.

Il progetto della Ivi prevede l'ampliamento del deposito costiero di Santa Giusta mediante l'installazione di nuovi serbatoi per lo stoccaggio di prodotti petroliferi (benzina, gasolio e jet fuel) per una capacità complessiva di 70.000 metri cubi. Un raddoppio delle attuali capacità e anche una diversificazione con l’aggiunta del jet fuel. Per un’opera di questo genere, che sorge a ridosso di un’area marina protetta e di una zona costiera tra le più pregiate e incontaminate dell’intera isola, è necessario agire con prudenza. Le legge pone all’azienda che ha presentato il progetto una serie di vincoli e di adempimenti da adottare. Attualmente il progetto è nella fase di Valutazione di impatto ambientale, con l’istruttoria tecnica del comitato competente.

Il progetto di ampliamento del deposito non ha incontrato sinora alcuna resistenza. La pubblicazione dell’annuncio risale a fine marzo e sono trascorsi i 60 giorni di tempo previsti dalla legge senza che siano state presentate delle osservazioni.

D’altronde la presenza della Ivi è consolidata nell’oristanese: dapprima a Torregrande con lo stabilimento che si chiamava Sipsa (con uno stabilimento per la lavorazione di petroli grezzi bituminosi sin dal 1976) e poi nel porto industriale. Paradossalmente le polemiche che hanno investito la Ivi sono arrivate per in merito ai progetti della stessa società in campo immobiliare. Il deposito di carburante viene invece guardato con benevola noncuranza. La documentazione presentata dalla Ivi al ministero dell’Ambiente comprende, come stabilito dalla legge, anche un dettagliato studio di impatto ambientale e una tabella dei rischi. Ora la parola passa al comitato tecnico del Via.

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