Laconi, nuovi oggetti esposti nel museo dedicato al Santo
Patrimonio rinnovato con reliquie e paramenti sacri Non mancano documenti dei primi anni del 19° secolo
LACONI. Gran parte del patrimonio artistico e storico della parrocchia è in esposizione al Museo di Sant’Ignazio, fondato nel 1960 per iniziativa del parroco padre Eusebio da Mogoro, un a delle tappe obbligate per chi arriva nel paese del santo.
Il museo raccoglie oggetti appartenuti al Santo e tanti autentici pezzi che raccontano la sua vita. Sarà possibile visitarlo il sabato e la domenica, o in altri giorni per appuntamento, e si tratta di un tassello importante che va ad arricchire la proposta culturale che racconta il rapporto di affetto tra la comunità laconese e il suo Santo.
Il museo che è stato trasferito di recente in un nuovo locale che si affaccia sulla piazza parrocchiale, da pochi mesi è affidato in gestione all’associazione “De Lacon”.
Rinnovato anche il patrimonio, anche perchè gli oggetti esposti sono frutto di acquisizione della comunità e, in parte, di donazioni ed ex voto dedicati al Santo da parte di semplici fedeli o di ricche famiglie. Pezzo pregiato è il reliquiario che contiene l’osso del pollice di una mano, oggetti personali appartenuti al Santo, oltre ad argenti e sculture lignee di pregio.
Per quanto riguarda i paramenti liturgici, alcuni sono stati donati da nobili famiglie di Laconi e tra questi spicca la parure completa nei quattro colori rituali, realizzata a mano da valenti ricamatrici laconesi; sono stati indossati per la prima volta durante il pontificale in occasione della prima visita delle spoglie mortali del santo concittadino nel 1952.
Grazie alla presenza di guide preparate, i visitatori possono scoprire tante curiosità. I documenti più antichi della parrocchia riferiscono l’acquisto di paramenti liturgici già nel 1804 quando la comunità consegnava, come riporta un documento, «120 scudi all’arcivescovo per comprare a Cagliari paramenti nuovi».
Per i devoti di Sant’Ignazio è commovente osservare il cilicio con il quale egli mortificava il suo corpo, il suo rosario e il bastone che usava quando questuante percorreva le strade di Cagliari.
Ma vi sono anche altri oggetti meno importanti, come una scodella da lui utilizzata per anni e un suo sandalo.
Ivana Fulghesu
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