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Laconi, ecco l’educational tour

Laconi, ecco l’educational tour

Da Mandas a Belvì, il Trenino Verde tra boschi laghi e nuraghi riscopre il favore dei turisti

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LACONI. Il tepore dell’ estate di San Martino con i caldi colori d’autunno è la cornice ideale per scoprire a bordo del trenino verde il vero volto dell’ entroterra. Come nell’Ottocento, oggi viaggiare con la storica locomotiva continua ad essere, per motivi diversi, un’ esperienza rivoluzionaria, perché consente al turista di lasciarsi alle spalle i ritmi frenetici della modernità e farsi cullare dal moto lento per assaporare con tutti e cinque i sensi la parte più autentica dell’isola, dove tradizioni gastronomiche, cordialità e senso dell’ospitalità si armonizzano con un ambiente incontaminato e di suggestiva bellezza. Con lo scopo di promuovere la conoscenza del territorio anche tra gli addetti ai lavori, guide e operatori turistici, il Consorzio turistico Sa perda e’ Iddocca ha organizzato un “Educational tour” lungo il percorso Mandas – Belvì, attraverso il quale si possono ammirare boschi, laghi e nuraghi. «Viaggiare con il Trenino Verde – dice il presidente Milena Pisu – rappresenta uno dei modi migliori per raggiungere e conoscere i diversi aspetti del paesaggio del Consorzio. E’ stata una bella esperienza e adesso dobbiamo lavorare tutti insieme per contribuire a creare un’ offerta turistica integrata».

Prima sosta a Nurallao, dove è stata una sorpresa per i viaggiatori constatare che la vecchia stazione è stata sottratta all’abbandono ed è rinata come bar ristorante; un bell’esempio di iniziativa e di valorizzazione delle risorse. Dopo essersi lasciati alle spalle l’incanto dei boschi di Funtanamela a Laconi, il viaggio prosegue fino all’ultima sosta. Prima dell’arrivo a Belvì è, comunque, d’obbligo una sosta intermedia per visitare il complesso di nuraghe Nolza di Meana, sito su un promontorio che sovrasta un panorama mozzafiato. Sull’ indice di gradimento del trenino verde non ci sono dubbi. «Piace ed è richiesto dai turisti, soprattutto stranieri, perché rappresenta un modo diverso di visitare la Sardegna» dice Francesca Tolu di Sardegna in Tour.

Indiscussa l’importanza del trenino verde quale attrattore turistico che va, però, difeso e potenziato «come avviene in molti paesi europei dove è perfettamente valorizzato – osserva Oscar Carboni – dell’ Associazione De Lacon».

Il percorso si conclude a Belvì tra la bellezza del paesaggio, la dolcezza delle mandorle e del miele e il retrogusto amaro della realtà.

«Abbiamo conservato i nostri boschi, abbiamo recuperato i centri storici, ma il paese perde i suoi abitanti – dice la guida turistica Michele Marotto – e spetta ai nostri governanti – prosegue Marotto – mantenere gli impegni ed attuare politiche di sviluppo capaci di valorizzare le risorse e restituire dignità ai paesi dell’interno». Ivana Fulghesu

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