Pena ridotta a Baragone per l’incidente di caccia
L’uomo ferì gravemente il suo capocaccia, poi deceduto, il 10 gennaio 2010 I giudici di appello hanno assegnato un concorso di colpa alla vittima
BOSA. Un anno di reclusione, beneficio della sospensione condizionale della pena e non menzione della condanna, considerato il riconoscimento del concorso di colpa della vittima nella misura del 50 per cento.
Questo in sintesi il verdetto pronunciato nei giorni scorsi dalla Corte d’Appello di Cagliari, seconda sezione penale, nei confronti di Giuseppino Baragone.
Dopo la richiesta di riforma della sentenza di primo grado presentata dall’avvocato Rinaldo Lai del foro di Nuoro, seguita alla condanna inflitta dal Tribunale di Oristano ad ottobre 2013 nei confronti del suo assistito.
Giuseppino Baragone, durante una battuta di caccia al cinghiale il 10 gennaio 2010 nelle campagne del Marrargiu, aveva esploso un colpo di fucile che aveva ferito gravemente il capocaccia Antonio Meles, deceduto alcune settimane dopo in ospedale.
Una vicenda drammatica, che ha fortemente scosso l’intera comunità. Sul fronte giudiziario la fase tesa all’accertamento delle responsabilità nell’incidente venatorio si chiude in prima istanza il 7 ottobre 2013, con la condanna di Giuseppino Baragone, da parte del Tribunale di Oristano, a due anni e sei mesi di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali e al risarcimento danni. Il legale dell’uomo, l’avvocato Rinaldo Lai, dopo il deposito della sentenza a febbraio 2014, presenta quindi appello. Convinto che ci siano aspetti di cui non si sarebbe tenuto conto nel primo grado di giudizio, messi nero su bianco in una articolata serie di motivi che precedono la finale richiesta alla corte d’Appello di Cagliari.
In prima istanza per l’assoluzione del suo assistito, perché il fatto non sussiste, e in subordine, previa concessione delle attenuanti generiche, affinchè a Giuseppino Baragone venga comminato il minimo della pena.
Tesi quest’ultima accolta dalla Corte d’Appello che, con parziale riforma della sentenza impugnata, ha ridotto fortemente la pena del cacciatore di Bosa.
I giudici hanno confermato per il resto la precedente decisione del tribunale di Oristano e infliggendo infine a Giuseppino Baragone l’onere delle spese di quest’ultimo giudizio, stimate in 2.500 euro. Con motivazioni, il deposito della sentenza è previsto entro 60 giorni dalla pronuncia avvenuta il 9 novembre, che si conosceranno solo fra qualche mese.
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