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Speranzampetta, il Comune: siamo vincolati dalle leggi

Speranzampetta, il Comune: siamo vincolati dalle leggi

BOSA. «Il Comune sta facendo tutti gli sforzi necessari e possibili. Riconosciamo l’importanza di Speranzampetta ma aiuto, comprensione e fair play non possono essere a senso unico». L’assessore all’...

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BOSA. «Il Comune sta facendo tutti gli sforzi necessari e possibili. Riconosciamo l’importanza di Speranzampetta ma aiuto, comprensione e fair play non possono essere a senso unico». L’assessore all’Ambiente Alfonso Campus replica alle accuse lanciate nei giorni scorsi, in un lungo e duro comunicato firmato dalla presidente Elisabetta Ladu e dalla vice Piera Addis, da Speranzampetta Onlus. Materia complessa quella della legge regionale 27 del 1994, a cui si aggiunge un corposo allegato del 2010, che detta parecchie regole per i comuni, non corrisposte però da un adeguato supporto economico regionale. Normativa più volte richiama dall’assessore Campus, nel motivare la posizione dell’amministrazione civica. «Capisco che le associazioni tendano a volere tutto e subito, ma questo non è possibile. Ci sono i vincoli che in più ambiti impone la legge, a cui si aggiungono i limiti economici del Comune» afferma. Sul richiamo alla concessione di uno spazio da utilizzare come stallo momentaneo per i randagi, in vista di una possibile adozione che eviti il canile, l’assessore poi precisa: «La norma scoraggia apertamente la nascita di situazioni fuori dai limiti di precise regole. Il Comune, tenuto conto che in provincia non esiste un canile sanitario non può fare altro che affidare i cani ad una struttura di ricovero, che tutti speriamo temporanea. Ma non possiamo concedere l’utilizzo di spazi comunali senza che questi abbiamo tutte le dotazioni e certificazioni». Altra sollecitazione quella della sterilizzazione felina. «Comprendiamo le difficoltà, ma è anche vero che abbiamo previsto di proseguire supportati dall’associazione Speranzampetta, e negli aggiustamenti di bilancio troveremo ulteriori fondi per venire incontro alle spese sostenute dalla Onlus». Alfonso Campus conferma la verifica prima ed il probabile ridimensionamento poi del numero di colonie feline a Bosa. «Ne abbiamo 21, per altre 2 ci è stata inoltrata richiesta, è un numero spropositato. Senza contare che alcune sono letteralmente a bordo strada ed altre in abitazioni private, situazioni non contemplate da una normativa a cui tutti dobbiamo attenerci». Più in generale, «Questa amministrazione ha ereditato dal passato solo le colonie feline, si è invece impegnata insieme al servizio veterinario della Asl, a Speranzampetta e all’Empa nella microchippatura dei cani, nell’acquisto di un lettore utile nei controlli dei vigili, nella sterilizzazione felina, nell’approvazione di un regolamento sulla cura degli animali, anche nel trovare una sede, nei locali dell’ex Carmelo, a Speranzampetta».(al.fa.)

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