Finisce in fumo il chiosco a Sa Marigosa
San Vero Milis, la struttura tra Su Pallosu e Sa Rocca Tunda bruciata nella notte. Incerta la causa
SAN VERO MILIS. Attendevano da anni il loro turno che, a questo punto, è destinato a non arrivare. Il chioschetto, i servizi igienici e gli spogliatoi in legno sistemati a pochi passi dalla saline di Sa Marigosa, tra su Pallosu e Sa Rocca Tunda, hanno impiegato pochi minuti a trasformasi in un cumulo di cenere. Venerdì notte, infatti, gli arredi da spiaggia mai utilizzati sono andati in fumo per colpa di un incendio sulle cui origini non è ancora stata fatta chiarezza, nonostante l’intervento dei vigili del fuoco di Oristano che hanno domato le fiamme. Secondo i cittadini, alcuni residenti nella borgata anche durante i mesi autunnali, l’incendio sarebbe doloso. Un aspetto inquietante che potrebbe diventare lo sfondo peggiore su cui evidenziare i problemi legati all’incertezza che si respira sul lungomare tra Putzu Idu e Mandriola, ritornato al centro dell’attenzione dopo la sentenza del commissario per gli usi civici della Sardegna che ha congelato le speranze turistiche di un intero paese.
Gli spogliatoi e il chioschetto di sa Marigosa non erano mai entrati in funzione e venivano utilizzati come riparo dai tanti venditori ambulanti che frequentano le spiagge di San Vero Milis durante l’estate. Un piccolo monumento allo spreco e all’inefficienza che, infondo, non dava fastidio a nessuno. Perlomeno non il tanto necessario per essere l’oggetto di un attentato incendiario che ha cancellato l’oasi dimenticata sostituendola con un cumulo di cenere.
Un cambio poco conveniente, per rimettere a posto le vecchie struttura sarebbe stato sufficiente un minimo di manutenzione. Adesso, però, è tardi e se da una parte delle marine ci sono operatori turistici pronti a combattere per tutelare i propri diritti, dall’altra c’è un chiosco che brucia in silenzio.
Claudio Zoccheddu
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