Cabras, urla e insulti tra Area marina Comune e ricciai
Tensione nel vertice che avrebbe dovuto sancire la pace Il fronte dei pescatori si è però spaccato in due
CABRAS. Urla, insulti e un incontro chiarificatore che si è trasformato in una rissa verbale. Tra amministrazione comunale, Area marina e pescatori di ricci non corre buon sangue, soprattutto dopo ieri sera.
Alle 17.30 i ricciai dovevano incontrare il sindaco e il direttore dell’Amp per discutere il calendario di pesca nelle acque protette. Un incontro che, per un motivo o per l’altro, slitta da settimane.
Il ritardo non è andato giù ai pescatori che si sentono limitati anche per l’apertura della pesca posticipata al 15 dicembre. Gli ingredienti per uno scontro a muso duro, dunque, c’erano tutti.
In più, alcuni pescatori lamentano un trattamento impari: «Il sindaco e il direttore ci hanno incontrato dopo aver ascoltato altri pescatori, quando le cose erano già state decise», ha detto David Bichi, il presidente dell’associazione che, a questo punto, riunisce solo una parte dei ricciai, «Ci stanno prendendo in giro e non abbiamo intenzione di ascoltare le loro fantasie. Noi entreremo a pescare il primo dicembre e non ci fermeremo davanti ai dati sballati che hanno raccolto negli ultimi due anni».
Le proposte preparate dall’Amp e pronte per essere inviate al ministero dell’Ambiente, secondo i pescatori, sarebbero macchiate da dichiarazioni mendaci e non terrebbero conto della pesca di frodo.
In sostanza, l’idea di monitoraggio introdotta nel 2013 sarebbe naufragata in un mare di dati falsi e i pescatori l’hanno urlato in faccia a tutti: «L’Area marina esiste solo per i ricci - hanno detto - ma tutti sanno che durante la notte i pescatori di frodo fanno quello che vogliono».
Le zone di pesca proibite, ma in realtà frequentissime, sarebbero le riserve integrali di Mal di Ventre e del Catalano. Ma anche il promontorio di Seu. Dunque, gli unici a pagare il dazio della tutela ambientale sarebbero i ricciai autorizzati a pescare nell’Amp.
Un punto di vista che però convince solo un gruppetto di pescatori, circa la metà dei 55 autorizzati. Gli altri potrebbero decidere di accettare una delle tre proposte avanzate dell’Area marina protetta: «Si può fare come l’anno scorso - ha detto il direttore dell’Amp, Giorgio Massaro - e pescare dal 15 dicembre al 10 aprile circa 1 milione e 700mila ricci. Oppure si può rischiare di farsi bocciare la proposta anticipando l’apertura al primo dicembre e aumentando i ricci potenzialmente pescati a 1 milione e 900mila esemplari».
«L’ultima ipotesi - ha detto ancora il direttore dell’Area marina - prevede l’apertura il primo dicembre con un giorno di chiusura alla settimana, in questo modo i ricci pescati si abbasserebbero a 1 milione e 600mila. C’è poi l’idea di fissare le quote: ad esempio, stagione basata su calendario regionale e 30 giorni di pesca effettivi».
Proposte che però sono state presentate a una sala ormai semivuota. Dopo gli attimi di tensione iniziali, la maggior parte dei pescatori, infatti, ha abbandonato la riunione quasi subito.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
