La Nuova Sardegna

Oristano

Santa Maria Bambina, cultura e solidarietà camminano insieme

di Enrico Carta
Santa Maria Bambina, cultura e solidarietà camminano insieme

Iniziativa del Soroptimist con la Curia e l’Archivio di Stato Una mostra per raccogliere fondi per l’alloggio al Rimedio

2 MINUTI DI LETTURA





ORISTANO. Impegno civile e cultura camminano assieme. Ancora una volta Oristano ha per le mani una tripla possibilità, quella di farsi travolgere dalla bellezza di alcuni dei suoi tesori, di restituire al territorio un pezzo di storia architettonica e di mettersi a disposizione per offrire un servizio alla collettività. Il Club Soroptimist lancia la seconda iniziativa per la ristrutturazione della cumbessia del Rimedio e farne la dimora dei familiari dei pazienti del Santa Maria Bambina.

Mentre il centro clinico all’avanguardia per la neuroriabilitazione vive momenti particolarmente difficili, il programma di recupero di uno degli elementi storici del sagrato della basilica prosegue con l’opera delle socie del club. La loro azione solitaria non sarebbe sufficiente e allora è arrivata dalla Curia la prima mano tesa. Del resto proprio la curia è interessata al recupero di quella costruzione che tanto caratterizzava la vita di un tempo. Quando la festa per la Madonna del Rimedio era una delle più importanti di tutta l’isola, quelle piccole costruzioni di mattoni crudi e legno ospitavano i pellegrini. L’idea è di farle rivivere per dare un alloggio ai parenti dei ricoverati nella struttura sanitaria.

Servono 100mila euro per il restauro che il Soroptimist guidato da poche settimane da Roberta Sanna vuole portare avanti e la prima iniziativa dell’estate scorsa ha portato dei soldi, ma non certo l’intera cifra. Il traguardo sarà lontano anche stavolta, ma si compirà un altro passo. L’idea della professoressa Maria Grazia Atzeni, che è anche socia del club, ha fatto breccia sull’arcivescovo Ignazio Sanna e sul dirigente del liceo classico De Castro, Pino Tilocca. Da quel momento la macchina si è messa in moto e da lunedì sino 15 gennaio, al costo simbolico di un solo euro, nei locali del seminario arcivescovile, dove si sta procedendo all’allestimento del museo diocesano curato dall’architetto Silvia Oppo, apre la mostra “Una meraviglia di sorprese”.

Ovviamente sono ben accette offerte che superino l’euro, anche perché i tesori in mostra sono parecchi. Con gli studenti del De Castro a far da guide e custodi, ci si addentrerà nelle curve del passato fatto di reperti archeologici, minerali sardi della collezione di Fausto Pani, strumenti dei laboratori del liceo classico, meraviglie zoologiche custodite nelle stanze del seminario al pari dei libri esposti, tra cui l’edizione del 1500 della Carta De Logu su cui l’Archivio Storico, diretto da Antonella Casula, sta compiendo approfonditi studi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Commercio

Bufera nell’ex Carrefour – gruppo Gs, il presidente attacca i dipendenti: «Il cattivo andamento è anche colpa loro»

Le nostre iniziative