Rischio idrogeologico, terapia d’urto per i corsi d’acqua
SEDILO. È in arrivo una terapia d’urto per i corsi d’acqua del territorio. La Regione ha assegnato un contributo al Comune per la manutenzione ordinaria e la pulizia dei torrenti che ricadono nel...
SEDILO. È in arrivo una terapia d’urto per i corsi d’acqua del territorio. La Regione ha assegnato un contributo al Comune per la manutenzione ordinaria e la pulizia dei torrenti che ricadono nel comprensorio. La somma concessa sfiora i 39mila euro e una prima tranche è già stata trasferita all’ente, che ha iscritto la cifra tra le voci in entrata del bilancio attraverso una variazione d’urgenza in modo da avviare subito l’iter di spesa e iniziare le operazioni entro l’anno.
La destinazione delle risorse, poco meno di tredicimila euro all’anno, è tutt’ora al vaglio della giunta, che opererà in tandem con l’Ente Foreste per la manutenzione del rio S’Adde e di Banzos o di Flumineddu, affluente del Tirso. Proprio il fiume figura tra gli interventi prioritari ma la competenza in questo caso non è del Comune. L’urgenza tuttavia esiste, dato che il letto del Rio Mannu, il tratto del Tirso che attraversa le campagne al confine con la piana di Ottana e la porzione del comprensorio che degrada verso l’Omodeo, non viene pulito da parecchi anni. Nei periodi forti piogge il fiume esonda provocando danni soprattutto alle aziende zootecniche distribuite nel versante Sud-Est del territorio. Ma di regola a provocarela rottura degli argini e le inondazioni non è l’eccezionale portata delle piogge o la conformazione dell’alveo, bensì il pericoloso effetto “tappo” che esercita la folta vegetazione che invade per centinaia di metri la striscia di terra ai bordi del fiume e lo stesso corso d’acqua. L’imperizia e l’indifferenza delle istituzioni, responsabili a vario livello del mancato stanziamento di risorse e delle gravi carenze sul fronte della messa in sicurezza di alvei e argini, non è l’unica causa dello stato di degrado del fiume, ostruito anche dalle enormi quantità di rifiuti gettati in acqua.
Maria Antonietta Cossu
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