Affitto non pagato, Sa Cariasa condannata
Modolo, la società che gestiva il ristorante dovrà pagare quasi ventimila euro al Comune
MODOLO. Vince il Comune e la sconfitta per la società che aveva in affitto un locale di proprietà dell’amministrazione rischia di essere un bagno di sangue perché la cifra che si ritroverà a pagare si aggira attorno ai 30mila euro. L’oggetto della contesa, risolta in tribunale di fronte al giudice della sezione civile Giuseppe Carta, era l’affitto del locale in cui un tempo era ospitato il ristorante Sa Cariasa gestito dalla società Bosalandia di Ferralis e Murtas.
Un numero altissimo di clienti ne ha gustato per anni le prelibatezze culinarie segnalate anche dalle guide più prestigiose, ma il Comune guidato dal sindaco Omar Hassan era rimasto a digiuno per tanto tempo. Pretendeva il pagamento dei canoni di affitto, ma quei soldi non arrivavano mai nelle casse comunali o non nella misura che l’amministrazione riteneva di dover ricevere. Così la via per evitare di spolpare le finanze comunali e chiudere la controversia è stata quella che portava nella direzione del tribunale.
L’amministrazione aveva precedentemente agito intimando lo sfratto per morosità. Quindi l’avvocato Maria Grazia Carta che tutela il Comune aveva proposto al giudice la risoluzione del contratto per inadempimento, il tutto ovviamente condito con un contorno abbondante di risarcimento danni.
E questo è accaduto al termine del procedimento, con il giudice che ha deciso il versamento in favore del Comune di Modolo della somma di 19.543,69 euro, ai quali vanno sommati gli interessi di legge. Questo è il risarcimento per i canoni di affitto non corrisposti con aggiunta delle penali per la chiusura ingiustificata del locale che oggi infatti è stato riassegnato, dopo una gara d’appalto, e viene gestito da una cooperativa del paese, mentre Sa Cariasa aveva trovato una nuova casa a Bosa.
La società Bosalandia dovrà poi occuparsi di pagare al Comune altri 5.108 euro a titolo di spese legali sostenute appesantite dall’Iva e dal Cpa. Finito? Non ancora, perché restano da rifondere tutte le spese per la Consulenza Tecnica d’Ufficio, di cui il tribunale si è avvalso nel processo. Ecco perché la cifra totale arriverà a toccare i trentamila euro.
E il Comune che farà? Non sembra aver voglia di proseguire la propria astinenza. «Procederemo, senza indugio, a dare corso alla sentenza resa esecutiva con la sottoscrizione del giudice ed il deposito in cancelleria», dice Omar Hassan.
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