La Nuova Sardegna

Oristano

Cormorani raddoppiati, soldi dimezzati

di Michela Cuccu
Cormorani raddoppiati, soldi dimezzati

Lettera dell’organizzazione degli agricoltori alla Regione: «Situazione insostenibile: servono degli interventi»

2 MINUTI DI LETTURA





ORISTANO. È di nuovo “allarme cormorani”. Questa volta è la Coldiretti provinciale a intervenire, sollecitando gli assessori regionali all’Agricoltura e all’Ambiente per la ricerca di interventi «che consentano – dice il direttore dell’organizzazione agricola, Giuseppe Casu – il governo della situazione». Coldiretti ritiene infatti da un lato, insufficienti gli stanziamenti fino ad ora erogati per gli indennizzi ai pescatori: «Nell’annata 2013/2014 – dice Casu – lo stanziamento della Regione sugli indennizzi ai pescatori è stato di 375mila euro, praticamente dimezzato rispetto all’anno precedente, quando la cifra era di 750mila euro. Se poi consideriamo i 338mila euro stanziati nell’ultima Finanziaria – aggiunge - ci rendiamo conto che si tratta di cifre molto lontane dal fornire il giusto reintegro delle perdite subite».

I calcoli di Coldiretti si basano sui rilevamenti compiuti dalla Provincia: la presenza degli uccelli negli stagni dell’Oristanese sarebbe quasi raddoppiata nell’arco di alcuni anni, passando da poco meno di 8400 uccelli censiti a dicembre 2008 agli oltre 15600 del 2014. Una stima dei danni diretti e indiretti, basata su uno studio dell’Università di Cagliari, rileva che gli uccelli per nutrirsi avrebbero mangiato da ottobre dell’anno scorso a marzo 2015 poco più di 537.200 chili di pesce. Ipotizzando un prezzo medio del pesce a cinque euro al chilogrammi, il danno si potrebbe stimare in poco più di 2milioni e 686mila euro. Da qui la richiesta alla Regione di rivedere l’intera questione indennizzi.

Non è la prima volta che l’organizzazione agricola interviene sulla questione. «Con Uecoop Sardegna e i pescatori dei consorzi ittici locali, nei mesi scorsi abbiamo chiesto alla Regione una politica di interventi di maggior tutela verso i pescatori degli stagni oristanesi», si legge in una nota.

La risposta era stata la convocazione di un tavolo di lavoro presso l’assessorato regionale all’Ambiente dove è stata condivisa la necessità di un’azione risolutiva, proponendo un provvedimento di contenimento della specie mediante l’abbattimento selettivo da negoziare con l’Ispra, Istituto nazionale che per conto del ministero dell’Ambiente si occupa della tutela del territorio e del mare.

Insomma, si torna a parlare di abbattimento dei cormorani. Precisa però Casu: «Ciò che era risultato dal tavolo di lavoro era la necessità di un’attività deterrente verso gli uccelli per fare in modo si spostassero dalle aree più pescose e salvaguardare il patrimonio ittico locale. Ovviamente non vogliamo stragi di cormorani – conclude Casu – ma è necessario trovare una soluzione».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative