Errori negli espropri, cittadini risarciti
Busachi, l’amministrazione pagherà 270mila euro a tre proprietari dei terreni utilizzati per l’Iacp
BUSACHI. In ritardo di venticinque anni, ma il Comune pagherà gli errori del passato. A distanza di tanto tempo quegli sbagli, dettati dall’urgenza di colmare un handicap e di soddisfare un bisogno impellente, ma soprattutto dalla necessità di evitare la revoca di un ingente finanziamento, si tradurranno in un esborso di 269.500 euro. È la cifra dovuta a titolo d’indennizzo a tre dei sette cittadini che furono espropriati dei loro terreni per la costruzione di 25 alloggi Iacp. Alla fine degli anni Ottanta il Comune emise una serie di decreti di occupazione d’urgenza per fini di pubblica utilità a cui però non fece seguito l’emissione degli atti formali di esproprio. Quattro proprietari raggiunsero un accordo economico con l’ amministrazione, altri tre avviarono una causa legale che si è trascinata fino alla sentenza emessa dalla Corte d’appello di Cagliari nel 2013. Il Comune è stato condannato a risarcire i danni alla controparte e a versare l’indennità di occupazione d’urgenza. Nello stesso anno, però, due degli ex proprietari hanno fatto ricorso al Tar convinti che non fosse competenza del tribunale ordinario pronunciarsi sull’ occupazione illegittima. Un analogo ricorso è stato presentato agli inizi del 2015. Di fronte alla prospettiva di una sentenza sfavorevole del Tar e del possibile, conseguente coinvolgimento della Corte dei conti per l’accertamento di responsabilità erariali e contabili per non aver sanato la situazione – oltre che per scongiurare l’eventualità di prolungare ancora il periodo di occupazione illegittima – la giunta ha preferito dare attuazione alla sentenza d’appello. Il risarcimento dovuto alla controparte ammonta in totale a 269.500 euro. Una parte (98mila euro) è già stata trasferita al ministero delle Finanze, mentre i restanti 171.400 euro si sono trasformati in un debito fuori bilancio che però sarà sanato con l’impiego dell’avanzo d’amministrazione. «Chiudiamo un’annosa vicenda – ha commentato il sindaco Gianni Orrù –, anche se con grande sacrificio, perché se non avessimo avuto questa grana avremmo realizzato delle opere pubbliche».
Oltre alla situazione debitoria l’amministrazione ha rimediato a un altro problema rimasto in sospeso per più di un quarto di secolo. «Abbiamo finalmente regolarizzato tutti gli atti amministrativi e giuridici inerenti alla cessione dei terreni ad Area», ha spiegato Orrù definendo la faccenda “una mina vagante”.
Maria Antonietta Cossu
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