Il capoluogo si aggrega ad altri sette paesi vicini
Parteciperà alla programmazione territoriale dell’Unione dei Comuni dei Fenici La scelta dopo il riordino degli enti locali. Riparte la macchina dell’Area Vasta
ORISTANO. Area Vasta, chi era costei? L’idea lanciata dall’assessore della giunta Nonnis, Alessio Putzu, si era successivamente arenata. Il seme però era stato gettato e, proprio nel momento in cui vari tsunami amministrativi cancellano enti pubblici intermedi come le province, Oristano riscopre la necessità di mettersi alla guida. E lo fa scommettendo sul fatto che la polverizzazione non porta lontano e che invece bisogna unire le forze.
Così Oristano si aggrega nel suo cammino ad altri preziosi viandanti e li trova in quei vicini di casa forse mai troppo considerati. Il consiglio comunale ha votato all’unanimità la proposta della giunta, presentata dall’assessore Giuseppina Uda, proposta con la quale parteciperà alla programmazione territoriale insieme all’Unione dei Comuni dei fenici: «Insieme alle amministrazioni di Cabras, Santa Giusta, Riola Sardo, Villaurbana, Siamaggiore, Solarussa e Palmas Arborea stiamo lavorando su alcuni temi strategici per il territorio come l’energia sostenibile e la mobilità lenta – ha spiegato Giuseppina Uda –. Altri temi importanti sono quelli della cultura, attraverso il coinvolgimento del sistema produttivo, del turismo attivo dell’housing sociale e dell’inclusione sociale».
Questa è solo una fase di avvio del confronto con gli altri Comuni, i quali ovviamente hanno accolto Oristano ben volentieri, perché la forza dei numeri ha ancora il suo valore e presentarsi con progetti che riguardano circa 60mila persone è ben più importante che pensare a un bacino d’utenza dimezzato. Ovviamente il capoluogo dovrà inserirsi all’interno della programmazione strategica del territoriale senza pestare i piedi ad un gruppo di paesi che già hanno anni di cammino comune. La convenienza però, in un caso come questo, è bidirezionale e già il sindaco Guido Tendas nelle scorse settimane, proprio di fronte al paventato arretramento dei servizi dello Stato e al riordino degli enti locali previsto dalla Regione, aveva guardato all’Area Vasta come alla prima carta da buttare sul tavolo.
Orfani della Provincia, i Comuni dell’Oristanese stanno così provando a trovare nuove forme di aggregazione che consentano loro di avere un peso nei tavoli delle trattative e nelle richieste di finanziamenti che tendono a premiare chi fa fronte comune. Così, dopo i convenevoli, si passa ai progetti.
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