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I dubbi sulle ricerche di acque termali

I dubbi sulle ricerche di acque termali

FORDONGIANUS. Non hanno convinto fino in fondo le rassicurazioni sul basso impatto prodotto dalle perforazioni che la società Terme di Sardegna aveva fornito al termine dell’indagine propedeutica...

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FORDONGIANUS. Non hanno convinto fino in fondo le rassicurazioni sul basso impatto prodotto dalle perforazioni che la società Terme di Sardegna aveva fornito al termine dell’indagine propedeutica alla ricerca di una falda acquifera ad alta temperatura. C’era ancora chi sulle perforazioni sul lungo Tirso aveva delle riserve, dubbi che il tempo trascorso dalla presentazione dello studio preliminare alle operazioni condotte nel sottosuolo non ha attenuato. Quei timori e quelle perplessità, infatti, hanno trovato sfogo nell’ambito del procedimento di verifica sull’esecuzione delle perforazioni spia che danno diritto, a chiunque abbia titolo e interesse, a presentare delle osservazioni alla Regione. Così, prima dello scadere dei 45 giorni di tempo previsti dalla normativa, qualcuno ha fatto dei rilievi sull’attività di ricerca delle acque termali e sulle successive prove di portata e d’interferenza finalizzate alla costruzione di un pozzo funzionale all’attività dello stabilimento termale. Sulla paternità delle osservazioni depositate presso il Servizio delle valutazioni ambientali dell’assessorato Difesa dell’ambiente poco si sa, se non che a presentarle è stato un privato cittadino. Non sono noti neanche i dettagli sul contenuto e sul tenore dei rilievi, tuttavia si tratterebbe di argomentazioni che hanno a che vedere con la vicinanza di un sito d’interesse archeologico al foro spia praticato sulla sponda sinistra del Tirso, coperto subito dopo l’intercettazione della vena in attesa delle conclusioni dello Sva, cui compete il rilascio dell’ultimo nulla osta. Altre autorizzazioni erano state acquisite dalla società Terme di Sardegna all’atto della presentazione dello studio di fattibilità delle operazioni di scavo e dell’installazione della condotta che dovrà trasferire l’acqua dal pozzo alla cabina di pompaggio esistente, situata a Sud-Ovest delle terme romane. Sarà compito della Sovrintendenza ai beni archeologici, dunque, presentare le controdeduzioni ai rilievi sollevati dal cittadino relativamente all’esposizione al rischio delle vestigia romane che si trovano nelle immediate vicinanze dell’area su cui grava la concessione mineraria.

Maria Antonietta Cossu

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