Fuochi d’artificio vietati a Bosa sino al 10 gennaio
Ordinanza del sindaco per tutto il territorio comunale Sono previste multe salate per i trasgressori
BOSA. Il sindaco ha rinnovato l’ordinanza che vieta l’accensione, il lancio e lo scoppio di artifici pirotecnici nell’area urbana dal dieci dicembre 2015 fino al dieci gennaio 2016.
Anche Bosa insomma, per il secondo anno consecutivo, dice no alla polvere pirica. Vezzo, quello dello scoppio di petardi e lancio di materiale esplodente vario, dalle “bombette” a forme ben più elaborate e rumorose di “botti,” solitamente amato tra i più giovani.
Ma visto come elemento di pericolosità e disturbo per i cittadini e che crea a quanto pare non pochi grattacapi anche agli animali d’affezione e ai loro possessori. Senza contare i possibili danni all’arredo urbano o ai delicati beni storico urbanistici, l’altra considerazione.
Infatti il sindaco Luigi Mastino, tenuto conto che durante il periodo delle festività natalizie e di fine anno «è consuetudine effettuare l’accensione ed i lanci di fuochi d’artificio, lo sparo di petardi, lo scoppio di mortaretti, razzi ed altri artifici pirotecnici e tali comportamenti turbano l’ordinato svolgimento della vita cittadina, creano pericolo per l’incolumità delle persone e degli animali domestici ed inoltre possono causare il danneggiamento di monumenti e beni pubblici in genere», ha deciso di vietare i bortti.
Quanto basta per dire no, anche sulla scorta di una nutrita serie di norme e regolamenti, al più o meno gioioso rimbombo da esplosioni piriche. Così a partire dall’una del mattino del dieci dicembre 2015 e fino alle ventiquattro del prossimo dieci gennaio 2016 a Bosa vigerà una sorta di “No fire zone” per dirla all’inglese. Infatti «su tutto il territorio comunale, è vietato l’accensione ed i lanci di fuochi d’artificio, lo sparo di petardi, lo scoppio di mortaretti, razzi ed altri artifici pirotecnici», scandisce il documento firmato nelle scorse ore dalla fascia tricolore Luigi Mastino.
Norma civica che, se eventualmente trasgredita, sempre che il fatto eventualmente rilevato non costituisca reato, comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa che nel migliore dei casi parte da 25 euro, ma che può raggiungere anche quota 500 euro. Insomma cifre non di poco conto, tanto più in tempi di crisi economica per le famiglie, che probabilmente costringeranno ad una attenta valutazione prima di dare fuoco alle polveri. L’ordinanza, oltre che per conoscenza alle forze dell’ordine, è stata inviata anche ai dirigenti scolastici delle scuole cittadine “Affinchè provvedano a darne ampia divulgazione” mentre “Il Comando di Polizia Municipale e le altre Forze di Polizia sono incaricati dell’esecuzione e del rispetto” dispone il documento.(al.fa.)
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