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Il pm: «Doppio reato da punire»

Chiesti cinque anni per il furto e l’incendio di un motocarro

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CABRAS. Prima il furto poi l’incendio. Che necessità avessero i ladri di dare fuoco all’motocarro che avevano appena rubato, resta un mistero. Si potrebbe pensare a una bravata, ma per il pubblico ministero Giuseppe Scarpa fu qualcosa di assai più grave per quanto resti inspiegabile. Ad ogni modo, per via dell’aumento della pena dovuta ai precedenti e alla recidiva specifica, i due imputati rischiano una condanna assai pesante. La richiesta della pubblica accusa è di cinque anni per i cabraresi Vittorio Pinna e Antonio Tratzi, accusati di essere gli autori del furto e del successivo incendio del motocarro.

Ad incastrarli fu un incontro inatteso. Proprio quando avevano appena effettuato il furto e trasportavano il motocarro appena rubato, avrebbero incrociato per strada il padrone che li avrebbe riconosciuti e quindi fece il loro nome ai carabinieri. Quando però il motocarro fu ritrovato, era troppo tardi perché era stato dato alle fiamme, gesto che resta inspiegabile. Ad ogni modo si è a un passo dalla conclusione del processo che si celebra di fronte al giudice monocratico Laura Sulis la quale emetterà la sentenza il 7 aprile.

Gli avvocati difensori Enrico Meloni e Manuela Cau hanno sollecitato l’assoluzione rimarcando il fatto che i testimoni si fossero più volte contraddetti e non avessero fornito certezze nel momento in cui avvenne il riconoscimento lasciando dei dubbi sulla vera identità dei ladri. La sentenza chiarià tutto.

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