Distaccamento a rischio, vigili del fuoco delusi
CUGLIERI. Dopo i proclami di qualche mese fa, sull’apertura del locale distaccamento dei vigili del fuoco è calato il silenzio. Un silenzio che fa più rumore di un temporale, che preoccupa gli...
CUGLIERI. Dopo i proclami di qualche mese fa, sull’apertura del locale distaccamento dei vigili del fuoco è calato il silenzio. Un silenzio che fa più rumore di un temporale, che preoccupa gli amministratori del territorio e gli stessi sindacati dei pompieri. Delle 30 unità, tra l’altro ritenute insufficienti per consentire al distaccamento di svolgere la sua funzione operativa, destinate a Cuglieri, almeno fino ad oggi, non si sa nulla. «Un silenzio che alimenta le nostre perplessità e fa ritenere che l’apertura del distaccamento, nonostante le rassicurazioni arrivate dalla politica, sia ancora ben lontana da venire – dice Giuseppe Mellai, segretario Regionale del Conapo, una delle sigle sindacali dei vigili del fuoco –. I nostri dubbi sono motivati dal fatto che non ci sono novità circa l'incremento degli organici, che prevede, per il distaccamento di Cuglieri, 30 unità operative. Sappiamo che il corso di formazione professionale dei nuovi operatori, terminerà nel mese di marzo. Ma di quante unità arriveranno in Sardegna non si sa nulla». Intanto, il Conapo, ha proclamato nuovamente lo stato di agitazione del personale allo scopo di risolvere le controversie rimaste sul tappeto. Diversi i nodi da sciogliere: le visite mediche per il personale, la mancata applicazione della circolare del novembre scorso, che disciplina le attività di mantenimento specialistiche del personale non direttivo e non dirigente e il mancato riconoscimento dello straordinario per gli autisti impiegati nelle sostituzioni del personale operativo nei vari distaccamenti. «Permane anche lo stato di agitazione proclamato lo scorso mese di luglio – spiega Mellai –, indetto per denunciare la mancanza di automezzi fuori strada con capacità idrica idonei all’impiego contro gli incendi boschivi, per denunciare l’esiguità delle risorse economiche messe a disposizione dalla Regione (che non consentono di assumere squadre supplementari per un tempo superiore ai 40 giorni)». A quelle problematiche, peraltro più volte rappresentate dai sindacati del comparto, si aggiungono quelle relative al ritardo con cui vengono liquidati gli straordinari effettuati, la carenza di personale in tutti i comandi provinciali (attestata, stando i numeri evidenziati dal Conapo, a 300 unità), al mancato potenziamento e ammodernamento dei mezzi destinati alla protezione civile e, infine, la carenza di idranti antincendio comunali: «Indispensabili – precisa Mellai – per rifornire i mezzi antincendio. Su questo tema, il vice prefetto di Cagliari aveva assicurato che non sarebbero stati approvati piani di Protezione civile in assenza di utili approvvigionamenti idrici per i mezzi antincendio».
Piero Marongiu
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
