Pescatori a Capo Frasca: possibili gli indennizzi
Incontro in Regione prima di Natale tra consorzi, comuni, difesa e Demanio I sindaci: «È un primo passo, ma non sappiamo quanti soldi sono disponibili»
TERRALBA. I pescatori attendono il risarcimento per le limitazioni della pesca dovute al poligono di Capo frasca. Il presidente della Regione Pigliaru infatti ha convocato un incontro il 22 dicembre alle 15 per discutere delle problematiche della pesca e degli indennizzi agli operatori della pesca per il mancato utilizzo di specchi d’acqua a causa della presenza di esercitazioni militari nella base di capo Frasca. Pertanto sono stati convocati all’incontro come parti interessate i sindaci dei comuni di Terralba, Arbus e Cabras, il consorzio delle cooperative di Pesca di marceddì, rappresentanti del ministero della difesa, del Demanio, e associazioni di categoria. Un incontro che nasce a seguito della decisione del governo, grazie a una risoluzione presentata dal deputato di Sel Michele Piras di riconoscere gli indennizzi ai pescatori delle marinerie adiacenti il poligono di Capo Frasca, finora esclusi dai benefici previsti per Capo Teulada e Quirra dal protocollo d'intesa siglato il 9 agosto 1999 tra ministero e Regione. Ora quindi viene attivato un tavolo di concertazione con Regione, Enti locali, associazioni di categoria dei pescatori per predisporre gli elementi necessari all'integrazione del protocollo d'intesa del 1999 e verrà definito un calendario certo delle esercitazioni mirato alla riduzione del blocco della attività pesca all'effettivo periodo di utilizzo del poligono. «Siamo soddisfatti di questa convocazione e anche di essere stati coinvolti come interlocutori», commenta il sindaco Pietro Paolo Piras, «non solo i pescatori avranno modo di far presenti le proprie problematiche relative al divieto di pesca in diverse zone a causa delle esercitazioni militari, ma anche noi faremo presenti i disagi di tutta la comunità, non dimentichiamo che è stato impedito l’esercizio della pesca di diporto, le multe che sono state comminate, la vastità del territorio interdetto e tanto altro». Ma soprattutto gli operatori della pesca vogliono discutere dei requisiti per poter ottenere questi indennizzi. «Ora si tratta di capire chi ha diritto al rimborso, la quantificazione dell’importo, per quale attività di pesca, bisogna proprio stabilire in concreto come attribuire gli indennizzi, sembra facile ma non sarà semplice credo far bastare i soldi per tutti«, continua Piras, «anche perché bisogna capire quanti sono i fondi realmente a disposizione e se sarà un reale rimborso per il lavoro che è stato impedito di svolgere o solo un fatto simbolico».
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