Cimo e Anaao sfiduciano il commissario
I sindacati dei medici ospedalieri puntano il dito su M.Giovanna Porcu: sottoutilizzo delle risorse, rapporti sindacali assenti
ORISTANO. Il 2016 si apre con le dichiarazioni di guerra che le e due maggiori organizzazioni sindacali dei medici nella provincia, Cimo e Anaao, rivolgono al commissario straordinario della Asl 5 di Oristano, Maria Giovanna Porcu. In un durissimo documento, firmato dal segretario aziendale di Anaao Assomed Luigi Curreli, e dal vice segretario regionale Anaao e segretario aziendale Cimo Alessandro Percivalle, i sindacati sfiduciano il commissario. Alla base di sono motivazioni di estrema gravità. «Apparecchiature ferme o sottoutilizzate, a discapito dei pazienti, inefficacia e inefficienza nell'abbattimento delle liste d'attesa, comportamenti arroganti e poco meritocratici nei confronti del personale medico, lontani dal codice deontologico medico e prima di tutto umano, assoluta mancanza di confronto e spregio nei confronti delle organizzazioni sindacali, personalismi opinabili nelle procedure di assegnazione degli incarichi».
Sono censure di estrema gravità, quelle mosse da Percivalle e Curreli che scomodano anche Ippocrate, rifacendosi al giuramento prestato con l’ingresso nella professione medica.
«Una risonanza magnetica inutilizzata dall'ottobre 2013, accantonata nella vecchia radiologia dell'ospedale San Martino, una risonanza magnetica, sempre nel nosocomio oristanese, e due macchinari per la Tac, uno a Ghilarza e uno a Bosa, sottoutilizzate. Così si arreca un danno ai pazienti, obbligati ad una mobilità passiva verso altre aziende sanitarie per poter effettuare analisi mediche di routine».
«Non possiamo accettare in silenzio questa situazione – spiegano i rappresentanti delle due organizzazioni sindacali –. Questi macchinari “pesanti”, se utilizzati al massimo delle loro potenzialità potrebbero garantire un servizio migliore ai pazienti, scongiurando la migrazione di questi verso altre province o strutture private e a pagamento».
C’è poi il delicatissimo capitolo che riguarda i rapporti con i sindacati. Inesistenti, almeno secondo Cimo e Anaao. «L'assoluta mancanza di confronto con le organizzazioni sta provocando delle situazioni paradossali, dove gli atteggiamenti di chi dirige rischiano di superare il limite del decoro e penalizzano il rendimento del personale medico. In questi mesi troppo spesso si sono viste assegnazioni degli incarichi con una gestione personalistica e poco meritrocratica».
A questo si aggiungerebbero trasferimenti o gravidanze mai reintegrati, turni di lavoro e di reperibilità ben superiori per quantità di ore e numero a quelli stabiliti dal contratto, mancata stabilizzazione dei precari e non adeguamento alla normativa europea sull'orario di lavoro.
«In ultimo, ma non per importanza – concludono Curreli e Percivalle – vogliamo denunciare anche una mancanza totale della progettualità territoriale in ambito sanitario. Chi ne paga le conseguenze, come sempre, è il paziente».
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