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Scuola, l’intonaco non è stato ripristinato

Scuola, l’intonaco non è stato ripristinato

Bonarcado, dopo il crollo nell’istituto i lavori non sono iniziati. C’è però il finanziamento: 100mila euro

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BONARCADO. Giovedì, dopo la pausa per le festività di fine anno, gli alunni della scuola primaria e secondaria riprenderanno le lezioni, ma ancora nessun intervento di ripristino dell’intonaco crollato alla fine dello scorso mese di ottobre è stato effettuato. E, almeno per il momento, nessuno sa dire quando inizieranno i lavori.

Qualche giorno fa al Comune è arrivata una telefonata dall’assessorato regionale alla Pubblica istruzione che preannunciava un finanziamento di 100mila euro, da impiegare per l’intervento necessario a ristabilire le condizioni di sicurezza nel corridoio del piano terra, dove si è verificato il distacco dei calcinacci. Ma quando la cifra sarà messa realmente nella disponibilità dell’Ente non si sa.

Il sindaco Mario Sassu si limita a dire che l’importo del finanziamento, stando alle stime effettuate dall’ufficio tecnico, dovrebbe essere sufficiente senza dover integrare con fondi del Comune, ma sui tempi di inizio dei lavori non si pronuncia.

«Per saperne di più – dice Sassu – dobbiamo attendere il riscontro ufficiale della Regione. Solo allora potremmo programmare i tempi di attuazione degli interventi previsti. L’importante è che sia stato finanziato l’intero importo richiesto».

Intanto, la zona interessata dal crollo dei calcinacci continua a rimanere interdetta agli studenti, e al personale scolastico. I ragazzi delle tre classi della primaria, dopo una breve permanenza nelle stanze adibite al catechismo messe a disposizione dal parroco, don Isidoro Meloni, continueranno a svolgere le lezioni in aule di fortuna, due delle quali ricavate nei laboratori che si trovano al piano terra e una al primo piano.

Da parte del dirigente scolastico Giuseppe Scarpa e del personale docente e non docente, è stato fatto tutto il necessario per ridurre al minimo i disagi di alunni e famiglie, evitando ai piccoli scolari di spostarsi in uno dei paesi che fanno parte dell’istituto comprensivo. Tuttavia, nonostante gli sforzi compiuti dal dirigente scolastico e la disponibilità del parroco, qualcuno ha voluto aggravare i problemi di tutti arrivando perfino a lamentarsi con i carabinieri perché i bambini erano stati spostati nelle aule catechistiche, dove, a loro dire, non rispondenti ai requisiti di sicurezza necessari e dotate di un impianto di riscaldamento insufficiente.

Quello che sembrava un intervento di poco conto, risolvibile in brevissimo tempo, come era stato detto inizialmente, continua a slittare non si sa a quando. A questo punto, con buona pace di scolari, personale scolastico e famiglie, sembra difficile che la situazione possa risolversi nell’immediato.

Piero Marongiu

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