Polo didattico della Planargia, il no di Suni
Per il vicesindaco Emanuele Ruggiu si tratta di un «progetto da rivedere, impossibile da approvare»
SUNI. Polo didattico diffuso, dal vice sindaco Emanuele Ruggiu arriva un no deciso e insieme la richiesta di rivedere il progetto in Unione dei Comuni per trovare nuove soluzioni. L’unanimità dei sindaci, nell’assemblea dell'ente che riunisce i centri della Planargia e Montiferru Occidentale, era arrivata dopo non poche discussioni e sofferenze, e la mediazione del presidente Giovanni Antonio Cuccui rispetto a posizioni per mesi rimaste molto distanti, soprattutto fra i primi cittadini di Scano e Tresnuraghes. Ma il progetto che prevede la nascita di un polo didattico diffuso deve gioco forza approdare però alla ratifica dei singoli consigli comunali del territorio. Eccetto Bosa, tutti quelli della fascia centro occidentale dell’isola, compreso Cuglieri. Questo centro ancora non fa parte dell’Unione dei Comuni, ma da quest’anno vede le proprie scuole collegate all’istituto comprensivo con sede a Bosa. Un passaggio non scontato nel risultato, viene da pensare a sentire le dichiarazioni del vice sindaco di Suni Emanuele Ruggiu. «Questo è un matrimonio che non s’ha da fare», afferma sull’argomento l’amministratore di uno dei comuni sede di plesso scolastico, secondo il nuovo modello ipotizzato. «È un progetto da rivedere, non mi sembra ci siano grandi spazi di discussione. Ho sentito altri amministratori del territorio, in molti la pensano come me. Non credo quindi che così come è strutturato possa passare il vaglio dei consigli comunali», la previsione di Ruggiu. «A questo punto sarebbe meglio quindi che la discussione tornasse in sede dell’Unione dei Comuni, per vagliare altre soluzioni», la proposta operativa, che probabilmente susciterà non poche reazioni. Mentre nei giorni scorsi a Magomadas il sindaco Mario Pala ha riunito i genitori per avere un parere, prima di arrivare alla decisione in aula, raccogliendo non poche perplessità soprattutto sulle soluzioni logistiche individuate. I diversi amministratori locali sono d’accordo sul fatto che, causa spopolamento e denatalità, è impossibile tenere aperte tutte le diverse sedi scolastiche comunali, pena la loro chiusura imposta dal ministero. E come se non bastasse vi è la necessità di decisioni condivise e veloci, utili ad accedere a corposi finanziamenti regionali che potrebbero in caso contrario volatilizzarsi. Il tutto, fra l’altro, nelle more del passaggio di consegne tra il presidente uscente, il sindaco di Sagama Giovanni Antonio Cuccui, e l’individuazione di una nuova guida territoriale. Insomma, decisioni non facili e probabilmente neppure rapide.
Alessandro Farina
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