La Nuova Sardegna

Oristano

Il sogno di un centro culturale

di Cristina Diana
Il sogno di un centro culturale

Arborea, si attende la conferma del finanziamento regionale per il recupero del vecchio silos Ersat

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ARBOREA. Un sogno di cui si ha ancora paura a parlare a voce alta. La delibera non è ancora stata pubblicata, ma già si conoscono i Comuni beneficiari del contributo della Regione per la ristrutturazione di edifici regionali dismessi. E il progetto per la valorizzazione dell'ex silos dell’Ersat è proprio tra questi, un progetto che nella cittadina delle bonifiche si sogna da tempo e che ora si sta concretizzando. «Aspettiamo di vedere la conferma del contributo da parte della Regione, ma davvero questo è un risultato storico per la nostra comunità, una soddisfazione davvero enorme per il sindaco Pintus e tutti noi amministratori - commenta il vicesindaco e assessore all'Urbanistica, Davide Rullo -. Secondo le indiscrezioni non è stato approvato invece il progetto per la riqualificazione dell'ex tabacchificio, ma poter mettere in sicurezza un edificio simbolo per la nostra cittadina e soprattutto creare così un centro culturale per la comunità, è già tantissimo».

Il fabbricato, posto tra la Via Baranì e la Via Marconi, prospiciente l’ex mulino, attualmente Museo della Bonifica, e accanto al Centro Commerciale, rientra nell’ambito del patrimonio di archeologia industriale di cui la cittadina è ricca. Questo stabile, un simbolo per gli arborensi, utilizzato come luogo di ricovero e lavorazione delle granaglie fino agli anni 60, rappresenta e ricorda un’epoca storica in cui la macchina consentiva con la sua modernità di iniziare un percorso agricolo-industriale, capace negli anni di sviluppare una imprenditorialità cooperativistica che ha determinato la storia economica e sociale del territorio.

L’edificio raggiunge la massima altezza di circa trentacinque metri, consentita dal ricorso all’utilizzo massiccio del cemento armato, e nel progetto elaborato dall’amministrazione comunale prevede la realizzazione di ben 5 piani di una struttura socio culturale che avrà usi differenti.

«Il progetto prevede la separazione dello stabile in diversi livelli, nel seminiterrato la conservazione dei documenti dell’archivio comunale, e, chiedendo l’autorizzazione ci piacerebbe inserire anche l’archivio della Sbs, che ha fatto la storia nel nostro territorio - spiega Rullo -. Poi tre piani interamente dedicati alla biblioteca comunale, vista la vastità del suo patrimonio librario, poi nell’attico realizzare una sala multimediale con differenti usi, come una sala conferenze, postazioni internet e per il coworking, venendo incontro anche alle esigenze professionali».

E non è ancora finita, nella terrazza si vorrebbe mantenere un punto panoramico e magari, se venissero concesse le necessarie autorizzazioni, anche aprire un piccolo punto ristoro per realizzare una vera e propria area relax. Un progetto ricco e ambizioso che porterà tanti servizi nella cittadina e anche posti di lavoro per la sua realizzazione. «Una curiosità - conclude Rullo-: pare nell'edificio sia presente l'ascensore n. 1 di tutta la Sardegna. Lo lasceremo come reperto da vedere, a cui si aggiungerà un ascensore di servizio».

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