La Nuova Sardegna

Oristano

Sant’Antonio, chiesa agibile

Presto revocata l’ordinanza di divieto di transito dei veicoli nelle vie adiacenti

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BOSA. Sono terminati nei giorni scorsi i lavori di messa in sicurezza della chiesa di Sant’Antonio, storico edificio di culto sulla riva sinistra del fiume Temo, di fronte alla Cattedrale dedicata a Maria Immacolata.

Nei prossimi giorni il sindaco Luigi Mastino si appresta a rivedere l’ordinanza che vieta il passaggio, nel tratto di strada che conduce alle campagne e alla chiesa romanica di San Pietro, a veicoli e pedoni. L’arteria resterà comunque off limits per i mezzi pesanti, mentre l’amministrazione è a caccia di risorse necessarie per intervenire sul definitivo restauro della chiesa, molto cara ai bosani. Il diciassette gennaio, data della festa che si celebra da secoli in riva al Temo in onore del santo che ha riportato il fuoco sulla terra, dopo averlo abilmente sottratto al diavolo nascondendo la brace nella Ferula racconta la leggenda, lo storico tempio con la caratteristica facciata in blocchi di trachite rossa resterà ancora chiuso. Ma un passo avanti nei lavori tesi a restituire al popolo di Bosa uno dei templi fra i più amati è comunque da registrare. A Sant’Antonio la ditta che si è occupata delle opere di messa in sicurezza, posizionando dei tiranti e predisponendo all’interno una serie di impalcature, ha terminato i lavori, si apprende.

Le opere mettono al riparo la chiesa da possibili crolli, la paura dei mesi scorsi che ha determinato la chiusura del tempio decisa con una ordinanza dal sindaco Luigi Mastino.

Il lavoro però è solo all’inizio, perché adesso il Comune dovrà trovare i fondi necessari per realizzare le opere di consolidamento e restauro, che possano permettere di aprire definitivamente Sant’Antonio. Punto di riferimento per le preghiere dei fedeli nella serata fra il 16 ed il 17 gennaio. Quando, letteralmente in riva al Temo, arde il grande fuoco dedicato a Sant’Antonio Abate, attorno al quale i devoti girano per tre volte in senso orario e per tre in senso antiorario per scongiurare per un intero anno il mal di pancia, vuole la credenza popolare. Mentre dall’imbrunire prende avvio il Karrasegare ‘Osincu, con regole questa volta dalle millenarie radici pagane. La speranza dell’amministrazione, quindi, è di riuscire ad aprire in tempi non eccessivamente lunghi il tempio. Nei prossimi giorni il sindaco Mastino rivedrà l’ordinanza che vieta a veicoli e pedoni il transito nella strada adiacente la chiesa. Anche se resterà in vigore il divieto di passaggio per i mezzi pesanti.

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