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A Busachi riprende l’attività estrattiva nella cava di Ussei

A Busachi riprende l’attività estrattiva nella cava di Ussei

BUSACHI. Riprende l’attività estrattiva nel giacimento di Ussei, che assicurerà la produzione di inerti per i prossimi vent’anni. La Regione ha concesso l’autorizzazione all’impresa di Marrubiu che...

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BUSACHI. Riprende l’attività estrattiva nel giacimento di Ussei, che assicurerà la produzione di inerti per i prossimi vent’anni. La Regione ha concesso l’autorizzazione all’impresa di Marrubiu che a luglio aveva presentato la richiesta di verifica di assoggettabilità alla valutazione d’impatto ambientale dell’intervento di coltivazione e ripristino della cava situata a un chilometro e mezzo dal paese. Nel progetto sono descritti le opere di ripristino ambientale del sito estrattivo dismesso e le modalità di sfruttamento dei restanti nove ettari di terreno destinati all’attività mineraria. L’autorizzazione rilasciata dalla presidenza della giunta regionale prescinde dalla procedura della Via, ritenuta non necessaria sia dal Servizio Tutela del paesaggio e vigilanza delle province di Oristano e Medio Campidano che dal Servizio di Valutazioni ambientali. Secondo l’organismo di tutela interprovinciale, infatti, i vincoli paesaggistici che insistono nel compendio di Ussei non costituiscono un ostacolo al rilascio del nulla osta alla prosecuzione dell’attività della cava per il fatto che “Interessa aree già compromesse e pressoché prive di vegetazione, non si riscontrano particolari motivi ostativi alla prosecuzione dell’attività di cava”. Sulla base di questo parere, quindi, il Servizio valutazioni ambientali ha chiuso l’istruttoria ritenendo la procedura di valutazione d’impatto ambientale non essenziale. Il via libera tuttavia è vincolato al rispetto di alcune prescrizioni sulle modalità di esecuzione degli interventi contemplati nel progetto che la società Pmc Granulati Marrubiu ha presentato nella versione definitiva lo scorso dicembre. La Regione, inoltre, ha dettato direttive precise da seguire nella nuova fase di scavo.

Le azioni indicate dall’assessorato all’Ambiente sono finalizzate in particolare alla salvaguardia delle specie vegetali autoctone, che dovranno essere trapiantate altrove, a ridurre l’impatto ambientale nella fase di esercizio della cava e al successivo ripristino del sito. Le disposizioni riguardano le misure di mitigazione dell’incidenza sul contesto territoriale che potrebbero avere le emissioni inquinanti dei mezzi meccanici e le polveri dovute alla movimentazione dei macchinari, nonché gli accorgimenti tecnico-operativi da mettere in campo per salvaguardare l’integrità del suolo, del sottosuolo e delle falde acquifere. Il giacimento dovrebbe assicurare 500mila metri cubi di materiale a composizione granitica destinato prevalentemente alla produzione di inerti.

Maria Antonietta Cossu

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