La Nuova Sardegna

Oristano

I volontari dell’Ordine di Malta in rivolta

I volontari dell’Ordine di Malta in rivolta

Hanno acquistato una motovedetta dismessa ma non possono fare il rimessaggio al porticcolo

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ORISTANO. Hanno lavorato intensamente, si sono anche quotati per acquistare una motovedetta, dismessa dalla Capitaneria di porto, i volontari dell’Ordine Militare e religioso dei cavalieri di cristo, che opera in città e in provincia da circa due anni. Eppure, nonostante lettere e richieste varie inoltrate a enti istituzionali e banche allo scopo di ricevere un sostegno, pare che della loro presenza non interessi nessuno. Maurizio Manca, presidente della sezione oristanese, allarga le braccia, sconsolato e incredulo, di fronte all’ennesimo rifiuto di aiuto. «Non è possibile – dice – per acquistare quella motovedetta, da utilizzare per il controllo dei nostri litorali, abbiamo raccolto 4200 euro. Di quella somma, 3500 euro sono serviti per pagare l’imbarcazione e 2 mila la ditta che l’ha portata fino ad Oristano. Per arrivare all’importo occorrente ci siamo quotati ulteriormente, peraltro senza arrivare alla cifra necessaria, e chiesto un prestito a un amico per coprire la differenza». Parla come un fiume in piena Maurizio Manca. «Abbiamo fatto una richiesta di contributo a un istituto di credito – prosegue – ma non ci hanno degnato neppure di una risposta». Ma a causare la sua amarezza però è anche l’atteggiamento, a suo dire ingiustificabile, della direzione delle Marine oristanesi e del Comune di Oristano. «Prima di portare l’imbarcazione a Oristano per fargli i lavori di rimessaggio e gli interventi di manutenzione di cui necessita, abbiamo fatto una richiesta alle Marine oristanesi perché ci ospitassero, a titolo gratuito, il tempo necessario per eseguire i lavori. La risposta? Un netto rifiuto e il divieto di eseguire noi gli interventi. Tra l’altro adducendo che l’effettuazione di lavori in quell’area ad opera di privati era vietata dalla capitaneria. Ho chiesto spiegazioni in Capitaneria, e mi è stato risposto che non esiste alcun impedimento e che possiamo tranquillamente eseguire i lavori in quanto proprietari, qualificati e tutti assicurati». Qualche giorno fa il gruppo di volontari guidati da Maurizio Manca, con una lettera inviata dalla Regione al Comune e alla Provincia, è stato rubricato nell’elenco regionale delle associazioni abilitate a operare nel campo della Protezione Civile. «Tale abilitazione – conclude Manca – comporta la necessità di una sede e il sostegno da parte delle istituzioni. Il Comune è obbligato ad avere la Protezione civile, pertanto, il sindaco, dovrebbe intervenire presso i responsabili del porticciolo perché ci assegnino, gratuitamente, la piazzola in cui effettuare i lavori senza dover ricorrere, e pagare, una delle ditte che vi operano».(pi.maro.)

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