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Il lungomare resta chiuso tra le incertezze

Il lungomare resta chiuso tra le incertezze

San Vero Milis, difficile la riapertura mentre spunta l’ipotesi che i nuovi chioschi non siano a norma

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SAN VERO MILIS. Riunione segreta o incontro tra amici? Difficile dirlo, anche perché la definizione cambia a seconda del punto di vista di chi vi ha preso parte. Quello che conta, però, è che venerdì sera il sindaco Luigi Tedeschi ha incontrato un gruppo di sostenitori della sua lista per fare il punto sulla situazione del lungomare tra Putzu Idu e Mandriola. Un incontro che ha chiarito solo un aspetto: riaprirlo sarà un’impresa. «Abbiamo deciso di agire con i piedi di piombo – ha confermato Luigi Tedeschi – la volontà rimane la stessa dei primi giorni e faremo tutto il possibile per riaprire il lungomare ma fare un passo sbagliato adesso significherebbe pregiudicare anche la prossima stagione estiva». Una linea che ha soddisfatto solo una parte degli auditori, quella più moderata. Gli altri l’hanno presa piuttosto male, accusando il sindaco di non aver prodotto alcun risultato. A preoccupare Tedeschi, però, c’è un l’aspetto della questione disegnato dalla decisione del commissario regionale per gli usi civici di non concedere lo spostamento del vincolo dal lungomare a una lottizzazione vicina a San Vero Milis: «Purtroppo ancora non sappiamo cosa possa comportare questa sentenza – conferma Tedeschi – abbiamo chiesto lumi a tutti gli uffici competenti ma nessuno è stato in grado di dirci se la sentenza invalidi l’intero Piano di utilizzo dei litorali o cancelli le concessioni affidate dal Comune ai privati proprio sul lungomare». A regnare sul lungomare, dunque, c’è la stessa incertezza che si respirava sin dai primi momenti, quando la chiusura era solo un’ipotesi e qualcuno iniziava a storcere il naso davanti al Pul varato dalla giunta guidata da Flavia Adelia Murru. Tra le pieghe della discussione di venerdì sono spuntati dettagli tecnici legati ai chioschi che, secondo alcuni, non rispetterebbero le misure riportate sulle tavole progettuali. I cinque nuovi chioschi sarebbero più alti e più larghi di quanto previsto dai progetti. Anche i materiali utilizzati non sarebbero quelli autorizzati e il vetro sarebbe stato sostituito dall’alluminio. La questione era già stata affrontata durante l’ultima riunione pubblica in via San Michele ma ieri si è parlato di contratti privati stipulati tra il Comune, nello specifico dal Servizio tecnico, e i concessionari che sarebbero stati autorizzati a “interpretare” le tavole progettuali. L’ala riformista sarebbe pronta a chiedere l’intervento della Procura della Repubblica e, in questo caso, anche il sindaco sarebbe pronto a farsi da parte: «Non saremo certo noi a ostacolare un’eventuale verifica», ha confermato Tedeschi.

Claudio Zoccheddu

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