Profughi, permanenza lunga con qualche polemica
CUGLIERI. Sarà colpa della crisi generale che continua a mordere o dei fatti di cronaca – peraltro dai contorni ancora tutti da chiarire – che hanno visto coinvolti anche alcuni migranti, sta di...
CUGLIERI. Sarà colpa della crisi generale che continua a mordere o dei fatti di cronaca – peraltro dai contorni ancora tutti da chiarire – che hanno visto coinvolti anche alcuni migranti, sta di fatto però che la presenza degli extracomunitari ospitati in un agriturismo di Santa Caterina di Pittinuri dal 19 ottobre, seppure con toni pacati, continua a far discutere Cuglieri e la diffidenza continua a farla da padrona tra i suoi abitanti. Eppure in tre mesi i 24 migranti salvati dalla nave norvegese Siem Pilot mentre erano alla deriva nel Mediterraneo a bordo di un barcone, non hanno mai fatto parlare di sé in alcun modo. Escono dall’agriturismo per fare qualche acquisto o per una passeggiata, poi fanno rientro nella struttura. Il problema, per qualcuno, nasce dal fatto che la stessa forma di assistenza di cui godono i migranti non verrebbe data anche ai tanti italiani che si trovano in difficoltà. Si è di fronte a una discriminazione che non contribuisce a favorire la solidarietà verso i profughi?
La loro permanenza nell’agriturismo di Santa Caterina si protrarrà fino a quando non verrà accertato il loro status di rifugiati politici. «Non abbiamo ricevuto alcuna segnalazione in merito ai migranti presenti nel nostro territorio – ha detto Sara Ciantra, comandante della polizia locale –. Sappiamo che tra di loro ci sono dei minori, che sono seguiti dai servizi sociali, ma finora non ci risulta abbiano creato problemi di ordine pubblico». Nelle due famiglie alloggiate a Santa Caterina ci sono un bambino che ha meno di un anno e un ragazzino di tredici. Gli altri sono comunque giovani tra i 18 e i 25 anni e arrivano tutti dal Senegal e dal Bangladesh.
Per fare gli accertamenti ci vuole tempo, pertanto non è escluso che la loro permanenza si protragga fino all’estate. «Noi li vediamo solo quando vengono a comprare qualcosa – dice un esercente della borgata di S’Archittu –. Si fermano il tempo necessario per fare l’acquisto. Sono perdone che hanno bisogno di aiuto e non creano problemi». Ma non tutti la pensano allo stesso modo. «Un italiano può anche morire di fame o dormire in macchina – gli fa eco un avventore – tanto lo Stato non lo aiuta né a trovare un lavoro tantomeno una casa dignitosa per vivere». L’ennesima guerra tra poveri, dove il razzismo non c’entra e pericolosa perché oscura i buoni sentimenti e alimenta rabbia e rancore. (pi.maro.)
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