La Nuova Sardegna

Oristano

L’area di Tharros è il sito culturale più visitato nell’isola

di Claudio Zoccheddu
L’area di Tharros è il sito culturale più visitato nell’isola

Lusinghieri dati del ministero. Oltre novantamila presenze Pasticci romani: Tharros in Piemonte e l’Ipogeo in Veneto

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CABRAS. L’area archeologica di Tharros è il sito culturale più visitato in Sardegna. Dopo giorni di dati diffusi in libertà e di cifre approssimate per eccesso o riferite a periodi dilatati nel tempo, il Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo ha stilato la classifica dei visitatori e degli incassi dei musei, dei monumenti e delle aree archeologiche gestite dallo Stato durante il 2015. Il risultato è stato lusinghiero per Tharros - a cui deve essere aggiunto l’importante corredo di visitatori garantito dai giganti di Mont’e Prama - che è il sito sardo con più visite (91360) e il 53esimo in Italia, dopo il complesso monumentale del castello e del parco di Racconigi e prima del circuito archeologico che sfiora quello ben più noto degli scavi di Pompei e Ercolano. Le 91mila presenze nel Sinis hanno garantito un incasso di quasi 273mila euro che, sommato a quello della seconda residenza dei giganti di Mont’e Prama, in tour al museo archeologico di Cagliari con quasi 67 mila presenze e 157mila euro di incassi, fanno 430mila euro. Numeri importanti che però sono molti lontani dal milione annunciato qualche tempo come risultato di un “effetto giganti” che ha trainato senza dubbio l’area di Tharros riportandola ai fasti di qualche tempo fa, quando la crisi economica era lontana e i turisti non mancavano, ma che ha soprattutto rimpinguato le presenze registrate al museo archeologico di Cagliari. Tharros non è l’unica gemma che brilla nel Sinis. A sorpresa, al 223esimo posto della classifica stilata dal ministero c’è l’ipogeo di San Salvatore di Sinis che, con 12325 visitatori, ha sfiorato i numeri di strutture come il memoriale dedicato a Giuseppe Garibaldi a Caprera (13mila visitatori), inaugurato qualche anno fa dal presidente della Repubblica e al centro di un percorso dedicato all’eroe dei due mondi che comprende anche la casa. L’ipogeo nascosto dalla chiesetta campestre al centro di San Salvatore è la testimonianza di come il Sinis fosse un centro religioso, oltre che un’importante baluardo militare, sin dalla notte dei tempi. Inoltre, i numeri dell’ipogeo sottolineano le tante alternative a Tharros e a Mont’e Prama disseminate in un territorio che, perlomeno come potenzialità, non ha eguali. A margine, una nota di colore che ha strappato più di un sorriso: nella tabella diffusa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo c’è una lunga serie di sviste che collocano Tharros in Piemonte e l’Ipogeo di San Salvatore in Veneto. Errori veniali.

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