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Oristano

Il presepe in ferro diventa un caso politico

Il presepe in ferro diventa un caso politico

A Cabras il gruppo di minoranza Progetto Comune vuole sapere quanto sia costato al Comune

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CABRAS. La sacra famiglia in ferro posizionata dall’amministrazione comunale davanti al municipio di piazza Eleonora aveva acceso le discussioni e diviso l’opinione pubblica in due fazioni: i contrari (la maggioranza) e i favorevoli. In ballo c’era una semplice questione estetica e le due statue di metallo, poi diventate tre con l’arrivo di un Gesù bambino di ferro e neon, erano poco più che un argomento da bar. La sollevazione popolare degli scontenti aveva però convinto il sindaco, Cristiano Carrus, a motivare quello strano presepe. Il primo cittadino aveva spiegato che il presepe futurista era stato «costruito con materiali riciclati dai cantieri comunali» e che era «costato mille euro», una spesa motivata dal voler comunque regalare un angolo natalizio in un momento in cui non si poteva fare di più. Ma a distanza di qualche settimana, infatti, c’è un’interrogazione del gruppo di minoranza Progetto Comune che chiede delucidazioni su alcuni passaggi sulla breve vita di una sacra famiglia decisamente fuori dagli schemi: «Non risultano atti di giunta pubblicati sull’albo pretorio che si riferiscano all’intervento in questione, non ci sono gli impegni di spesa e i riferimenti al bilancio – attaccano Andrea Abis, Paolo Mele e Carlo Trincas – mancano le determinazioni che assegnano l’incarico alla ditta artigiana e dunque si tratta di un intervento che non sembra sia stato istruito secondo i canoni della gestione politica. Il costo dichiarato non ci risulta compatibile con l’opera realizzata, così come non ci sembra che il materiale utilizzato possa essere stato riciclato». I dubbi sono diventati quattro domante a cui Cristiano Carrus dovrà dare una risposta: “Vogliamo sapere se è stato utilizzato acciaio inox e, in caso di risposta affermativa, da dove sia arrivato. È poi da chiarire il costo della manodopera e la fornitura del materiale, con la relative fatture. Rimane da comprendere perché non siano stati pubblicati gli atti, amministrativi e di programmazione, collegati a questa operazione». Infine, una domanda sull’ipotesi che il presepe di ferro possa essere sommerso: «Quali sono i presupposti tecnici e finanziari che sarebbero dietro la proposta di installare il presepe sul fondale marino?», domandano i tre consiglieri.

Claudio Zoccheddu

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