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Un “like” su Fb diventa un caso politico

Un “like” su Fb diventa un caso politico

Terralba, il consigliere Cauli sull’articolo per un omicidio di militanti Msi: mozione della minoranza

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TERRALBA. Vita politica e social network. Al centro del dibattito cittadino attraverso una mozione presentata dalla minoranza, ci sono i comportamenti su Facebook del consigliere di maggioranza Alessandro Cauli, da cui l’opposizione vorrebbe avere alcuni chiarimenti. Nei giorni scorsi infatti Cauli, capogruppo de Indipendentisti Uniti in consiglio comunale, ha cliccato “mi piace” a un articolo che ricordava l’assassinio nel 1978 di alcuni giovani militanti dell'Movimento sociale italiano di via Acca Larentia a Roma. Un gesto subito notato da alcuni contatti, che hanno prontamente chiesto spiegazioni al consigliere. Ora anche l’opposizione in consiglio esprime la propria perplessità: «Considerato il grave atteggiamento tenuto dal consigliere che dava il suo assenso ad un post che ricordava l’assassinio di alcuni giovani militanti dell’allora Msi e tenuto conto che in tale post si incitava alla violenza contro le persone si chiede che il consigliere Cauli chiarisca all’assemblea consiliare, in modo inequivocabile, come si sono svolti i fatti, che denotano, per gli elementi a nostra disposizione un comportamento non certo esemplare» si legge nella mozione di Giampaolo Atzori, Giuliano Oliva, Bernardino Taris e Giacomo Dessì. Chiedono che «il Consiglio poi attraverso una risoluzione e relativa votazione possa censurare quello che appare un comportamento grave qualora si evidenziassero conferme e recrudescenze degli elementi acquisiti». Cauli, subito dopo aver espresso il proprio like ed aver ricevuto le prime richieste di chiarimento, ha esposto sullo stesso social network le proprie motivazioni, respingendo le accuse: «Scorrendo la home in cerca di eventi storici avvenuti in data odierna, per scrivere un post nella pagina del coordinamento circoli del cinema Trama, mi sono imbattuto in un post che ricordava gli omicidi di alcuni iscritti al Msi a Roma. Incuriosito dalla vicenda, ho messo un like come appunto – sono sulla soglia degli anta e la mia memoria fa acqua da tutte le parti», scrive Cauli. Che continua: «avendo nel frattempo il resto del gruppo scritto di altri avvenimenti, ho quasi dimenticato la faccenda. Mai l’avessi fatto! Ho ricevuto messaggi inquisitori, conditi da qualche insulto pesante, in cui mi si accusava di aver inneggiato a quel delitto». Un like come appunto e non come apprezzamento: «Penso che l’antifascismo sia ancora doveroso sia da un punto di vista teorico che politico» scrive ancora Cauli, «Pur essendo un pacifista se uno mi chiede se sparare contro i nazi-fascisti nel ’43-’45 sia stata una cosa giusta rispondo di si senza esitare. Milioni di europei l'hanno fatto. Altra cosa sono gli attentati e le rappresaglie degli anni 70, troppo sangue e troppe schegge impazzite. Penso anche chi si riduce ad attaccare il prossimo su facebook solo perché non sa più fare politica fuori da social network sia il sintomo di una malattia più grande che riguarda molti».

Cristina Diana

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