Acqua, spiraglio per la gestione autonoma
Santu Lussurgiu, il collegato ambientale alla legge di stabilità prevede una serie di casi specifici
SANTU LUSSURGIU. Il collegato ambientale alla legge di stabilità 2016 (nuove norme sulla green economy), al comma 4 dell’articolo 62, apre uno spiraglio alle speranze di quei Comuni che gestiscono autonomamente le proprie risorse idriche. Un problema particolarmente sentito dalle amministrazioni lussurgesi che si sono succedute negli ultimi dieci anni, tutte decisamente contrarie a confluire nell’autorità d’ambito.
La norma, oltre a specificare che i Comuni montani con una popolazione inferiore ai mille abitanti continueranno a gestire il servizio idrico in forma autonoma, dice che questo tipo di gestione continuerà anche in quei Comuni «che presentano caratteristiche di approvvigionamento idrico da fonti qualitativamente pregiate, da sorgenti ricadenti in parchi naturali o aree naturali protette o in siti individuati come beni paesaggistici ai sensi del codice dei beni culturali e del paesaggio, dietro accertamento dell’esistenza dei requisiti da parte dell’autorità d’ambito».
Secondo l’ex sindaco Emilio Chessa, quei requisiti Santu Lussurgiu li possiede tutti: «La sorgente di Matteu Campullu si trova in zona Sic e la borgata di San Leonardo si trova all’interno di un parco di pregio regionale. Alla luce di questa norma la battaglia portata avanti dalla mia amministrazione, non poteva avere epilogo più favorevole».
Piero Marongiu
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