La Nuova Sardegna

Oristano

«Acque termali, solo con le ricerche si salva la sorgente»

di Maria Antonietta Cossu
«Acque termali, solo con le ricerche si salva la sorgente»

Fordongianus, la Terme di Sardegna risponde ai dubbi La portata idrica di Fonte Caddas è drasticamente diminuita

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FORDONGIANUS. L’alternativa alle ricerche nel sottosuolo sarebbe il depauperamento e forse anche l’ essicazione della sorgente romana. Con questa argomentazione la società Terme di Sardegna risponde alle osservazioni che un privato cittadino ha presentato al Servizio delle valutazioni ambientali della Regione sul progetto di una perforazione spia per la ricerca delle acque termali. Nelle sue controdeduzioni, Giovanni Mandis, il geologo incaricato dal gestore del complesso termale di svolgere un’indagine finalizzata all’intercettazione della risorsa idrica, sostiene che l’impatto su suolo e sottosuolo sia stato nullo. Uno degli aspetti che più preoccupavano Luigi Zedda, il cittadino di Fordongianus che a novembre aveva sottoposto una serie di quesiti all’organismo di controllo dell’assessorato Difesa dell’Ambiente. Alcune perplessità riguardavano anche le possibili implicazioni derivanti dalla contiguità dei luoghi di scavo con la fascia di rispetto archeologico delle terme romane. «I lavori sono stati eseguiti con le autorizzazioni della Sovrintendenza e dove si era sicuri di non intercettare alcuna struttura archeologica – rimarca il tecnico, che ha cercato di fare chiarezza anche sulle questioni di carattere ambientale –. Le trivellazioni sono state tombate e richiuse a regola d’arte con il totale ripristino dei luoghi e senza interferire minimamente con gli aspetti ambientali, idrologici e idrogeologici preesistenti». Luigi Zedda paventava, nondimeno, una presunta interferenza tra l’ acqua del pozzo che Terme di Sardegna vorrebbe realizzare in corrispondenza del terzo foro e la sorgente termale romana di Fonte Caddas. L’esperto esclude l’ipotesi affermando che il livello della vena non si è abbassato neppure durante la fase dello svuotamento, eseguito con un potente compressore per ripulire il foro dall’acqua e dai detriti formatisi durante la perforazione. «È anche ovvio che potrà esservi qualche interferenza – ha ammesso Mandis ricordando che l’acqua calda intercettata proviene dallo stesso bacino termale sotterraneo –. Ma viste le quantità riscontrate, si possono ragionevolmente presumere interferenze minime». Il geologo torna quindi a focalizzare l’attenzione sul problema cruciale: la diminuzione della portata idrica della vena storica di Fonte Caddas. Fenomeno che sta assumendo proporzioni “critiche e allarmanti” a detta dell’esperto, che ha riferito dei 43 litri al secondo attinti fino al 1964 e dei 25 che si riusciva a prelevare ancora qualche anno fa, sino agli attuali 17 litri al secondo.

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