Le ricette per il rilancio dell’isola
Siamaggiore: confronto tra partiti indipendentisti, autonomisti e nazionalisti
SIAMAGGIORE. Indipendentismo o autonomismo? Dibattito aperto e sempre più attuale. Ieri a Siamaggiore si è cercato di fare chiarezza sulle posizioni di diversi partiti politici e movimenti nel corso di un dibattito organizzato dall'amministrazione guidata dal sindaco Anita Pili. Salvatore Deidda (Fratelli d'Italia), Eugenio Lai (consigliere regionale di Sel), Alessio Mandis (segretario provinciale del Pd), Franziscu Sanna (responsabile formazione di ProgReS), Gianfranco Scalas (presidente di Fortza paris), Franciscu Sedda (segretario del Partito dei sardi), Christian Solinas (segretario del Psd'Az) e Paolo Zedda (consigliere regionale dei Rossomori) hanno offerto un confronto per certi versi inusuale del dibattito sui temi dell'indipendentismo e dell'autonomismo. L'incontro è stato preceduto dalla relazione del politologo Carlo Pala, che ha fornito un quadro generale e tanti spunti al confronto. Pala, docente dell'Università di Sassari, ha parlato della situazione sarda, ravvisando un esaurimento «della spinta propulsiva dell'autonomismo» e un contemporaneo «aumento della spinta verso l’indipendentismo».
Poi il dibattito: Salvatore Deidda ha difeso la validità dello Statuto: «Non è desueto, non viene proprio preso in considerazione». Quasi un punto d'incontro con Eugenio Lai di Sel che ha parlato di uno statuto mai applicato sino in fondo. Le soluzioni: agenzia sarda delle entrate, ente pagatore regionale per Argea e nuovo confronto con lo Stato. Alessio Mandis: «Se l'indipendentismo è un processo storico lo dobbiamo governare, ma non vedo questo. E poi chiediamoci in che modo abbiamo gestito gli spazi di autonomia che avevamo». Franziscu Sanna ha rivolto un appello a alcune forze indipendentiste: «Smettano di essere la stampella dei partiti italiani. I partiti indipendentisti creino una road map su tutti i temi».
Gianfranco Scalas di Fortza Paris ha ribadito che il suo partito non è indipendentista, ma federalista. E ha suggerito proprio il federalismo fiscale come obiettivo da raggiungere, oltre all'applicazione di norme previste in altre regioni per le minoranze linguistiche. Franciscu Sedda ha difeso la tattica del Partito dei sardi: «Non si deve tenere un capitale sotto il cuscino. Va bene un Partito della nazione sarda, ma per il governo e non per pura rappresentanza».
Il segretario sardista Christian Solinas ha detto che bisogna «lavorare al recupero culturale dei sardi, per una consapevolezza nei nostri mezzi». Per Paolo Zedda dei Rossomori lo statuto è da cambiare e «la scuola è la precondizione per lo sviluppo».
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