Accordo per la tutela ambientale
Cabras, lo hanno siglato il Comune, l’Area marina protetta e il Corpo forestale
CABRAS. Un’azione comune per tutelare il patrimonio ambientale. Il comune di Cabras e il Corpo Forestale hanno siglato un accordo che permetterà di ottimizzare le risorse nella lotta alla pesca di frodo e ai reati ambientali. La base dell’accordo prevede la sintonia e la collaborazione tra le pattuglie della polizia municipale e quelle della Forestale nel territorio di Cabras.
Una collaborazione che verrà integrata dalla partecipazione dell’Area marina protetta che metterà a disposizione gli strumenti utili a combattere le sgradevoli abitudini di alcuni cittadini. Si tratta di videocamere che agiranno come “fototrappole”, in grado di immortalare gli eventuali reati commessi durante il giorno e durante la notte. L’accordo è stato siglato dal sindaco, Cristiano Carrus, e dal direttore ripartimentale dell’ispettorato di Oristano, Maria Piera Giannasi ma ha coinvolto anche l’Area marina protetta del Sinis, rappresentata dal direttore Giorgio Massaro, e la responsabile della vigilanza del Corpo forestale, Maria Tiziana Pinna. Ovviamente, i punti che saranno controllati dall’instancabile occhio delle telecamere non sono stati comunicati ma la geografia del Sinis è costellata di scorci adibiti a discariche abusive e di parti del litorale “controllati” dai pescatori di frodo. Uno di questi è sicuramente l’ex parco di Seu, quello che un tempo era un riserva del Wwf e che poi, una volta ritornato in mano ai privati, è stato trasformato in una zona franca a cui è possibile accedere a tutte le ore arrivando fino al mare senza mai dover abbandonare l’auto. Ovviamente, e per fortuna, non tutte le vetture riescono ad affrontare i sentieri del promontorio di Seu. Il traffico è comunque considerevole, soprattutto la notte. D’altra parte, alcune stradine ostruite tempo fa proprio per evitare che le auto s’insinuassero nella vegetazione sono state liberate e sono ora accessibili. Le percorrono perlopiù i pescatori, che siano abusivi o autorizzati, professionali o sportivi, non fa molta differenza. Seu è uno di quei posti da proteggere, anche con le foto trappole dell’Amp. Rovinare un parco affascinate come quello che si staglia tra Funtana Meiga e Maimoni sarebbe davvero un delitto. Proprio come è sicuramente un peccato lasciare che l’oasi si trascini nell’anonimato invece di diventare una delle attrattive di punta di una costa in cui il promontorio rappresenta un’oasi verde in riva al mare del Sinis.
Claudio Zoccheddu
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