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Oristano

Il Comune lancia l’ultimatum: “Porto Bosa” via dalla darsena

di Alessandro Farina
Il Comune lancia l’ultimatum: “Porto Bosa” via dalla darsena

La determinazione del responsabile del settore avvia la procedura imposta dalla Regione Rimane l’incertezza sulla prosecuzione delle attività, dei servizi e sulla condizione dei lavoratori

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BOSA. Le premesse sono contenute in ben nove cartelle, nella determina firmata dal responsabile d’area e del procedimento del Comune di Bosa. Ma il fulcro della questione è già contenuto nel titolo del documento, pubblicato nei giorni scorsi sull’albo pretorio con tema “Revoca della sub-concessione demaniale per l’affidamento della gestione della darsena fluviale precedentemente affidata alla società Porto di Bosa Spa”. Si tratta della formale richiesta da parte dell’ente locale alla Porto Bosa per la restituzione della darsena di S’Isula entro trenta giorni dalla notifica.

Decisione che sembra segnare la parola fine nei rapporti tra l’ex socio di minoranza della Porto di Bosa Spa, il Comune, e quello di maggioranza, che anni fa ha partecipato e vinto una gara d’appalto internazionale. Il condizionale resta d’obbligo, visto che non è improbabile che la società che fa capo ai fratelli Molinas a questo punto possa calare le sue carte giuridiche di difesa.

La darsena era stata realizzata nel 2005 in località S’Isula con ingenti finanziamenti regionali e affidata nel 2007, dopo una complessa gara d’appalto, alla società mista Porto di Bosa Spa. Con quote detenute per l’ottanta per cento dal socio privato (compreso il 15 per cento da mettere sul mercato come azionariato diffuso), la Marina di Porto Rotondo Srl, e per il restante 20 dal Comune di Bosa.

Nel 2014 però l’ente locale esce definitivamente di scena dalla Spa, che si trasforma in una Srl a guida privata. A novembre 2015 il Servizio territoriale Demanio e Patrimonio di Oristano comunica al Comune la decadenza dell’autorizzazione rilasciata nel 2007: che permetteva la sub concessione dell’area di S’Isula alla (ora non più in vita) Porto di Bosa Spa, intimando una serie di disposizioni.

Riportate nella corposa delibera approvata dalla giunta municipale guidata da Luigi Mastino a dicembre 2015, che dava mandato al responsabile comunale competente di adottare «gli opportuni atti di natura gestionale». Messi nero su bianco nella determina firmata dalla dirigente a Cristina Cadoni qualche giorno fa. Documento, che richiama la nota del Servizio Territoriale del Demanio di Oristano di novembre e la delibera di giunta comunale del dicembre 2015, nel quale si stabilisce di «revocare l’affidamento temporaneo della gestione della Concessione demaniale rilasciata da questo Comune alla società mista Porto di Bosa Spa», assegnando alla società trenta giorni di tempo «per la restituzione del bene» . Avviando inoltre la procedura di «redazione dello stato di consistenza finalizzato alla reimmissione in possesso del bene». Provvedimento a cui la Porto di Bosa Srl potrà rispondere, entro 60 giorni dalla data di notifica, con un ricorso al Tar oppure con un ricorso straordinario al Capo dello Stato. Mentre il Comune dovrà comunque trovare, e comunicare al Demanio, una via che garantisca il prosegue delle attività e dei servizi nella darsena. Garanzia, altro aspetto da non sottovalutare, per i quattro attuali posti di lavoro assicurati dalla struttura.

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